Data: 03/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Aumentano le pensioni c'è da scialacquare

Ho letto con curiosità la lettera del signor Facondi (dirigente dell'Inca-Cgil) pubblicata ieri in merito all'aumento delle pensioni più basse previsto dal famoso accordo governo-sindacati. La descrizione è meticolosa e piena di cifre con le quali il sindacalista intende sottolineare lo sforzo finanziario e «sociale» del governo a favore dei pensionati italiani. Dunque, se ho ben capito, un pensionato di 64 anni con un reddito (la pensione) non superiore a 654 euro al mese, avrà un aumento «una tantum» medio di 327 euro lordi per il 2007 e per l'anno prossimo di 420 euro lordi.
Aumenti che saranno pagati una volta all'anno, e che suddivisi per dodici mesi porteranno praticamente nelle tasche di quel pensionato 20 euro netti al mese per il 2007, che diventeranno 30 nel 2008. Alla fine di questo cinema, cioè a luglio del 2008, quel pensionato che oggi prende 654 euro al mese arriverà a prenderne 684. Avrà da scialacquare!
A riprova di come vanno le cose in questo Paese, dove anche se cambia il colore dei governi non cambia l'ingiustizia sociale, sempre ieri leggo sul notiziario nazionale che arrivano aumenti anche per i parlamentari. Sono aumenti collegati agli aumenti di stipendio per i magistrati voluti dal ministro della Giustizia, cioè da quel governo che ha aumentato le pensioni nella misura in cui ne scrive il signor Fecondi. Ovviamente sono ben altre le cifre. Per i senatori sarebbero 740 euro al mese, più di tutto quanto il reddito (aumenti compresi) del pensionato di 64 anni che non arriverà a 685.
Il signor Enzo Facondi conclude la sua lettera con due punti di domanda: «l'aumento per i pensionati è poco? è troppo? valutino i pensionati». Ma perché, ci sono dubbi?
Elisabetta Caputi L'Aquila

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