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Conferenza stampa del premier prima della pausa estiva. «In 14 mesi abbiamo fatto molte cose. L'Udc? Non cambio maggioranza» ROMA. Sbarra la strada all'Udc nella maggioranza, traccia un bilancio più che positivo dei primi 14 mesi di un governo «capace di decidere» nonostante una maggioranza «risicata» al Senato e disinnesca, almeno per adesso, la mina Welfare sulla quale l'ultima parola spetterà al Parlamento. E' Un Romano Prodi soddisfatto e rilassato quello che si presenta nella sala stampa di palazzo Chigi al termine dell'ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva. L'accordo sul punto più spinoso per la maggioranza tiene. Il protocollo sul Welfare viene firmato anche dalla Confindustria a condizione che resti così com'è e il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, fa sapere che l'accordo tra governo e parti sociali non potrà essere cambiato senza il consenso dei sindacati. E comunque sarà il Parlamento a decidere eventuali modifiche. Lo scontro in cosiglio dei ministri, insomma, non c'è stato e il presidente del consiglio può ostentare sicurezza. In autunno non ci sarà nessuna crisi di governo e il Professore è determinato a restare alla guida del governo. E la maggioranza non cambierà. «Sono venuto al governo con questa maggioranza, le sono sempre rimasto leale e non ho nessuna intenzione di cambiarla. E poi i voti di Casini non basterebbero neppure lontanamente...» spiega Prodi in una intervista a Sky Tg24 che gli serve per garantire alla sinistra radicale che finché c'è lui alla guida del governo i voti dell'Udc non potranno sostituire quelli del Prc, del Pdci, dei verdi e della Sinistra Democratica. Ma è nella conferenza stampa a palazzo Chigi che il presidente del consiglio si concede la soddisfazione di tracciare un bilancio lusinghiero dell'attività svolta dal suo governo. E snocciola tutti i provvedimenti approvati. Dal decreto sull'extragettito (aumento delle pensioni basse) alla risoluzione sul Dpef, dalla riforma della giustizia alla riforma dei servizi. E da settembre, si andrà avanti sulla strada delle liberalizzazioni. «In 14 mesi non potevamo fare di più. Dicevano sempre (gli esponenti dell'opposizione n.d.r.) che dovevamo andare sotto, invece, nonostante una maggioranza risicata al Senato, le decisioni prese sono copiose. Abbiamo già realizzato buona parte del programma. La condizione sociale è visibilmente migliorata e non c'è più l'incubo della quarta settimana» dice Prodi, sottolineando che per tre milioni di persone aumenteranno le pensioni minime e assicurando che ormai è stato «sfatato» il concetto di un governo incapace di decidere. Sul tavolo restano comunque i problemi del protocollo sul Welfare. Il governo si dice disponibile ad eliminare lo «staff leasing», cioè il «lavoro in affitto» introdotto dalle legge Biagi ma rimasto in vigore anche dopo l'accordo raggiunto con i sindacati e la sinistra dell'Unione, che si prepara alla la «campagna d'autunno», dice sì alla manifestazione promossa da Liberazione e Il Manifesto per il 20 ottobre sui temi del lavoro. Franco Giordano (Prc) e Oliviero Diliberto (Pdci) annunciano ufficialmente la loro convinta adesione. Per Prodi, comunque, le polemiche non mancano e i direttori dei due quotidiani, Piero Sansonetti e Gabriele Polo, contestano la decisione del Professore che due giorni fa ha pubblicato la lunga lettera-appello alla sinistra sul suo sito e non sui due giornali, come era stato programmato. Ma Prodi non ne fa una «tragedia». |