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L'AQUILA. «Se non rispettiamo gli impegni la Regione sarà automaticamente obbligata a disporre la maggiorazione dell'aliquota dell'addizionale regionale Irpef e dell'aliquota Irap, anche oltre la soglia massima prevista dalla vigente normativa». Un onere fiscale «palesemente insostenibile per il sistema economico regionale». Così inizia la lettera che l'assessore Giovanni D'Amico ha inviato al presidente della Giunta, del Consiglio regionale e della Commissione Bilancio. Nelle due paginette D'Amico ammette che la Regione ha bisogno di reperire 65 milioni per la Sanità per restare dentro i patti sottoscritti con il Governo, e che «si rende necessario raggiungere un maggiore ed apprezzabile risparmio sulla spesa sanitaria», come sollecita l'agenzia di rating Moody's, che colloca l'Abruzzo all'ultimo posto tra le regioni impegnate nel ripiano del deficit. «La capacità di indebitamento della Regione Abruzzo è del tutto annullata a causa dell'obbligo assunto con l'accordo», aggiunge l'assessore, che propone tre strade: 1) rinviare al 2008 la spesa relativa agli impegni già assunti; 2) revocare tutti gli impegni non urgenti già assunti; 3) rinviare contestualmente l'assunzione di qualsiasi impegno non strettamente urgente. Solo «risorse aggiuntive e straordinarie», conclude l'assessore, potranno sostenere investimenti e iniziative assunti sia dalla giunta che dal Consiglio. |