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L'AQUILA - La diminuzione dei costi della politica è cosa giusta e sana. Ma è altrettanto giusto che questa strategia o questa progettualità debba avere linee guida uguali per tutti. È quanto sostiene il presidente di Confservizi Abruzzo, Venanzio Gizzi, che reputa necessaria l'emanazione di una legge quadro regionale che regoli tutti i servizi della Regione. Nello specifico si fa riferimento a tutte quelle società di servizi (ne sono 50 in Abruzzo) che aderiscono a Confservizi e che sono gestite sia dalla Regione che dai Comuni. Per meglio capire basti pensare ai Consorzi acquedottistici, alle farmacie comunali, all'Ater, l'Aptr, l'azienda dei trasporti, l'Ama, il Centro turistico del Gran Sasso, e via dicendo. Ora, con delibera di indirizzi emanata dalla Regione, fondata su basi economiche precise e cioè che le aziende dei servizi devono essere risorse e non costi, si dà precisa indicazione di eliminare i Consigli di Amministrazione per affidare ogni azienda ad un direttore generale. Ma, secondo Conservizi, la Regione nel fornire le linee guida per la riforma e razionalizzazione degli Enti strumentali della Regione Abruzzo «non può prescindere dal quadro delle normative nazionali in essere ed in particolare su quanto disposto dal Ministro degli affari generali e le autonomie locali in attuazione della legge Finanziaria per il 2007, in tema di compensi, numero e nomina degli amministratori di società partecipate da Enti locali». Diversamente, aggiunge, oltre a problemi di coerenza fra le normative regionali e quelle nazionali, «potrebbero aprirsi scenari paradossali: enti, aziende o società che operando su uno stesso territorio e gestendo servizi analoghi, sarebbero però organizzati ed amministrati secondo logiche diverse a seconda che facciano riferimento alla Regione o agli Enti locali». Uno scenario non auspicabile che aprirebbe chiaramente situazioni di diparità, anche economica, fra i diversi gestori, con conseguenze anche nel rapporto con i cittadini. Da qui la richiesta di una legge quadro regionale che ridisegni le linee e le azioni di tutti i settori, sia indistriali che per i servizi alla persona, il passo è d'obbligo. La Confservizi Abruzzo, quindi, ha chiesto alla Regione la convocazione di una specifica Conferenza regionale con la partecipazione di tutti i soggetti interessati con l'obiettivo di definire e concertare indirizzi ed iniziative volte alla valorizzazione di una importante risorsa economica e sociale. La Confservizi è pronta a dare il proprio costruttivo contributo. |