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Il Sindacato dei lavoratori ha letto ''con notevole fastidio'' le dichiarazioni del capo di Ryanair Michael O'Leary su Alitalia e sul sindacato e invita il manager a occuparsi ''concretamente di rispettare le leggi e le normative italiane per quanto riguarda il suo personale impiegato in Italia''. Sdl ricorda in una nota che l'11 aprile scorso ha presentato un esposto alla magistratura attraverso il quale ha denunciato ''una situazione di estrema precarieta' (e dal nostro punto di vista di illegalita') del personale Ryanair che opera in Italia: possono essere licenziati in qualsiasi momento, non pagano le tasse, non pagano i contributi sanitari ma usufruiscono del servizio sanitario in quanto disoccupati, e non del servizio sanitario dei naviganti come gli assistenti di volo ed i piloti italiani, non sono soggetti alle normative Enac che riguardano la sicurezza ed i limiti di volo e servizio previsti per il personale navigante, non pagano i contributi previdenziali e quindi non godono della pensione''. Il 16 luglio scorso, inoltre, ''abbiamo inviato un aggiornamento sia alle Procure dove era stato presentato l'esposto, sia alle istituzioni competenti, nel quale si informava che il Consiglio di Stato francese qualche giorno prima (l'11 luglio) ha respinto il ricorso presentato da Ryanair ed Easy Jet contro il decreto legge francese del 21 novembre 2006''. Tale decisione ''chiarisce definitivamente che al personale delle compagnie aeree straniere dislocato in Francia deve essere applicata la normativa, il diritto sociale ed il codice del lavoro francesi, elemento questo alla base delle nostre denunce alla magistratura. A questo proposito, non riusciamo proprio a comprendere perche' la Francia, in meno di 9 mesi e' riuscita a risolvere una stortura mostruosa che penalizzava anche le aziende in regola con il diritto francese ed in Italia l'unico soggetto a muoversi ed a dover richiedere l'intervento della magistratura e' il sindacato''. Forse, conclude Sdl, ''ha proprio ragione O'Leary, visto come si comporta con i lavoratori, forse deve aver paura del sindacato, almeno di quello che non ha paura di dire no e di far rispettare i diritti di chi lavora. Auspichiamo pero' che l'autorevole intervento della magistratura italiana riesca dove sino ad oggi sembra non voler intervenire il governo italiano'' |