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IL CASO La mamma: gesto molto grave MAGLIANO DEI MARSI. Le recapitano una multa per un'infrazione commessa nel gennaio scorso dal figlio. Niente di strano se non fosse che il ragazzo, Antonio Di Berardino, purtroppo è morto tre anni fa, all'età di 19 anni, in un incidente. Qualcuno, spacciandosi per il giovane scomparso, ha fornito false generalità al controllore. «È stata una cosa tremenda», dichiara la mamma di Di Berardino, Piera Cipolloni, «vedersi recapitare una busta con una multa. Una beffa atroce se pensiamo che il mio ragazzo non c'è più da tre anni. Come si può giocare sulla sensibilità delle persone in questo modo?». Di Berardino morì ribaltandosi con la sua Fiat 600. Il decesso dopo tre giorni di coma. I genitori autorizzarono l'espianto degli organi. Ora quando il dolore è stato appena lenito dal lentro la multa che getta il sale della beffa su una ferita in realtà mai chiusa. «Quando ho aperto la busta, che era indirizzata "ai genitori di Antonio Di Berardino"», aggiunge la madre, «e ho letto il contenuto della lettera, ho avuto un sussulto. C'era scritto che in data 29 gennaio 2007 mio figlio ha preso il bus dell'Arpa in direzione Villavallelonga ed è stato controllato. In base al verbale ha violato la Legge regionale 40/91 perché viaggiava senza biglietto. La multa è di 30.50 euro». «Vorrei suggerire all'Arpa», propone la donna, «un comportamento più attento da parte dei controllori. Quando salgono sul bus e rilevano un'irregolarità dovrebbero controllare i documenti dei ragazzi oppure, nel caso in cui fossero disponibili, farli scendere dal pullman. Non ci si può fidare delle dichiarazioni di chicchesia perché può accadere quel che si è verificato in questo caso». Evidentemente, il giovane sorpreso senza biglietto ha pensato che se fosse arrivata la multa alla famiglia di Di Berardino nessuno l'avrebbe poi pagata e quindi non pensava di danneggiare alcuno. Non ha considerato, però, il danno ben più grave che ha provocato alla sensibilità dei genitori Piera Cipolloni e Massimo Di Berardino. «Ora chiediamo che l'Arpa faccia accertamenti», chiede la madre con la voce singhiozzante, «è stata una cosa tremenda vedere il nome di mio figlio, tre anni dopo la sua morte, come se fosse vivo». |