Data: 10/08/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Welfare, Damiano ha sbagliato» Ferrero: accettare i voti dell'Udc vuol dire cambiare la maggioranza

Il ministro della Solidarietà attacca il collega del Lavoro: modificheremo in Parlamento alcune parti del pacchetto lavoro

ROMA Il Patto sul welfare va modificato in Parlamento, la maggioranza dell'Unione deve rispettare il programma sottoscritto prima delle elezioni, il ministro Damiano (e non solo) deve chiarire se intende cambiare l'assetto politico del governo. Paletti e avvertimenti del titolare della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che replica al collega del Lavoro, il quale sul Messaggero si è detto disponibile ad accettare il sostegno dell'Udc nel passaggio alle Camere della riforma dello stato sociale: «Damiano non può non tirare le conseguenze delle sue affermazioni. Ritengo sia molto grave e pericoloso che faccia finta di non vedere che quei voti sarebbero un tentativo di modifica, in senso centrista, del quadro politico per far saltare la coalizione e aprire un nuovo assetto politico, peraltro annunciato, perchè l'Udc non sta mica lavorando sottobanco».
Il ministro del Lavoro dice che il protocollo non potrà essere modificato se non con l'accordo delle parti sociali e comunque il Parlamento se ne assumerebbe tutte le responsabilità.
«L'affermazione di Damiano equivale a dire che il testo non si può cambiare, ma questo è inaccettabile perchè ci sono delle parti che vanno bene e altre che vanno modificate. Chiederemo una verifica sul programma. Facciamo un esempio, il lavoro a tempo determinato. Il programma dice che bisogna tornare alle causali oggettive mentre nell'accordo si dice una cosa molto diversa. Noi non poniamo un problema politico, ma di coerenza tra il programma e le cose che si fanno».
Il suo collega di governo dice anche che il lavoro delle lobbies in Parlamento potrebbe far saltare la riforma che vale 40 miliardi in dieci anni a favore di giovani, lavoratori e pensionati. «
Ripeto, vorrei il rispetto degli accordi».
Sente l'affermazione di Damiano come un ricatto politico?
«No, ma se accettata, sarebbe un'abdicazione dell'Unione a fare una politica riformatrice perchè significherebbe che i margini di azione non sono quelli concordati con i propri elettori, ma quelli definiti da altri poteri».
Confindustria, per esempio?
«Diciamo poteri fortemente condizionati dal Centro».
Vede il rischio di una crisi politica a settembre?
«Con queste premesse non vedo un orizzonte sereno. Per un motivo banale: scivolare su posizioni diverse da quelle concordate nel programma e poi dire che sono le uniche possibili, apre evidentemente una crisi nella coalizione».
Cioè l'accordo sul welfare tradisce l'intesa che era stata raggiunta nell'Unione?
«Su alcune parti sì, su altre no. E queste ultime parti vanno messe in sintonia. La crisi della politica in fondo è questa: dire delle cose e farne delle altre. Chi afferma che il protocollo è immodificabile e va bene il sostegno dell'Udc, deve spiegare chiaramente se gli va bene il quadro politico uscito dalle elezioni o se ne vuole costruire una diverso».
Damiano fa capire che la legge Biagi, attraverso la Finanziaria e altri interventi, è stata in gran parte modificata. E' d'accordo?
«Non sono d'accordo. Penso, per esempio, al tempo determinato. Non è che avendo eliminato il job and call abbiamo invertito la tendenza delle leggi sul mercato del lavoro. Si sono migliorati dei pezzi della legge 30, ma restano da sciogliere nodi fondamentali».
Il 20 ottobre a Roma si svolgerà una manifestazione, organizzata dai giornali della sinistra per sollecitare il governo a rispettare il programma dell'Unione. Lei ci sarà?
«Intanto penso che la manifestazione sia una buona cosa. L'unione e le elezioni puntavano su tre "p": l'accordo tra i partiti, il programma, la partecipazione della gente. Di queste tre "p" è rimasta sola quella dei partiti mentre il programma è irriconoscibile e la partecipazione non c'è più. La manifestazione vuole rimettere al centro programma e partecipazione».
Scusi l'insistenza, ma lei andrà?
«Diciamo che sto lavorando perchè tutta la sinistra partecipi alla manifestazione».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it