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Operatori e sodalizi nautici auspicano che la Regione possa finanziare un intervento di dragaggio più esteso ORTONA. Le grandi navi cargo potranno attraccare al porto di Ortona e le spiagge riconquistare un po' di sabbia. La capitaneria ha emanato l'ordinanza che autorizza l'ingresso di petroliere e mercantili con pescaggio di sette metri mentre il Comune dà parere favorevole alla conferenza dei servizi tenuta in Regione per il progetto Sicora, che prevede di realizzare barriere rigide anti-erosione. «La profondità di otto metri, cui si è giunti con l'ultima operazione di dragaggio, permette alle navi di grossa stazza di affrontare in sicurezza le manovre d'ingresso e uscita dal porto», commenta il comandante di Compamare, Donato De Carolis, «ed è sufficiente per garantire l'operatività ordinaria. Per dare impulso alle attività commerciali e rilanciare lo sviluppo dello scalo marittimo è auspicabile che la Regione programmi un dragaggio più consistente per l'intero bacino». L'operazione, finanziata dalla Regione con 550mila euro, è stata eseguita dalla ditta «La Dragaggi» di Venezia limitatamente ai fondali della canaletta d'ingresso al porto. Da tempo, sia gli operatori portuali che i sodalizi nautici sollecitano la Regione a finanziare un intervento complessivo che risolva il problema dell'insabbiamento anche all'interno del bacino. «Il materiale dragato potrebbe essere riutilizzato per i lavori di costruzione del braccio nord della diga foranea contribuendo anche ad abbassare i costi», suggerisce De Carolis. Sul fronte della protezione del litorale, il sindaco Nicola Fratino e Antonio Giordano, dell'ufficio ambiente del Comune, hanno partecipato alla conferenza per il progetto Sicora che consiste nella costruzione di diversi tipi di barriere rigide e semisommerse che dovrebbero limitare l'erosione della costa. Le celle che costituiranno le barriere dividono la sabbia dall'acqua per consentire il ripascimento delle spiagge. «Il Comune ha dato parere favorevole al progetto per il tratto di Ortona interessato dalla realizzazione delle barriere», dice Fratino, «l'intervento è urgente e necessario sia dov'è previsto, quindi nella parte nord da Postilli al Lido Riccio, ma anche in quella sud e in particolare a Torre Mucchia, l'Acquabella e la Mucchiola dove esiste l'unico trabocco funzionante dell'intera costa abruzzese. Le barriere risolveranno due problemi. Innanzitutto, fermeranno l'erosione nei tratti più colpiti come quello del Foro e a Postilli ma eviteranno anche che davanti ad alcuni hotel del Riccio vi sia un accumulo eccessivo di sabbia. Fino a oggi, siamo riusciti a far fronte ai problemi di erosione con il ripascimento ma non è stato sufficiente». Per il sindaco, interventi come il progetto Sicora, che ricreano la spiaggia dove l'erosione è più forte, potrebbero consentire l'assegnazione di nuove concessione agli operatori turistici che hanno in progetto di realizzare stabilimenti balneari, per esempio, nella zona dei Saraceni. |