Data: 14/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Un negoziante su due non rilascia scontrini. L'Agenzia delle Entrate rivela che su 81mila controlli ben 45.781 hanno dato esito positivo: chiusi 331 esercizi (anche artigiani)

E dopo la multa, gli incassi s'impennano all'improvviso anche del 230-360%

ROMA. E' tempo che lo scontrino fiscale è tornato ad essere un obbligo per commercianti e artigiani. Ma a quanto pare molti continuano a considerarlo facoltativo e a non batterlo. Lo dimostra il fatto che dai controlli del fisco un esercente su due risulta non in regola. E restano i recidivi visto che aumenta (a quota 313 a fine luglio) il numero di coloro a cui per legge viene imposto di abbassare le saracinesche: l'obbligo cioè di chiudere per essere stati colti tre volte di seguito in fragrante.
Quelli che, invece, dopo la visita del fisco cercano di rigar diritto, aumentano di botto l'incasso registrato: +25% nelle due settimane dopo il blitz rispetto ai 15 giorni precedenti. L'ultima fotografia scattata dall'Agenzia delle Entrate, sulla base di uno studio sull'efficacia degli accessi brevi condotto dalla Direzione regionale Marche, evidenzia che su poco più di 81mila controlli effettuati tra il 29 novembre 2006 e il 31 luglio scorso, 45.781 hanno dato esito positivo, incastrando cioè gli esercenti mentre non emettevano lo scontrino. Per 313 esercizi, di cui 166 al Nord, 77 al Centro e 70 al Sud, sono invece scattati i provvedimenti di chiusura perché avevano accumulato tre violazioni: con la nuova normativa bastano infatti tre scontrini non rilasciati, anche nello stesso giorno - e comunque in un lasso di tempo massimo di cinque anni - per vedersi chiudere l'attività, mentre prima le contestazioni dovevano essere in giorni diversi e non solo contestate, ma «definitivamente accertate». Nell'ultimo mese e mezzo gli esercizi chiusi per questa violazione sono così cresciuti del 52% dai 205 calcolati al 15 giugno. Sull'argomento era intervenuto proprio pochi giorni fa anche il premier Romano Prodi: «Quando abbiamo controllato l'emissione degli scontrini fiscali abbiamo avuto il raddoppio degli scontrini nella settimana seguente», aveva detto. Una conferma concreta è fornita dall'indagine dell'Agenzia delle Entrate che ha evidenziato come i guadagni di chi viene scoperto a non emettere lo scontrino o la ricevuta lievitano subito dopo i controlli del fisco. I tecnici sono tornati nel maggio scorso a fare visita a 124 esercizi commerciali già sottoposti nel 2007 a un controllo con esito positivo e hanno trovato, tra i casi più eclatanti, che un panettiere, nei 15 giorni successivi al primo controllo, ha emesso scontrini per il 360% in più rispetto a quelli emessi nei quindici giorni precedenti e che un contribuente ha avuto incassi per il 229% in più rispetto alle due settimane prima di essere colto in fallo. In media l'ammontare dei corrispettivi annotati aumenta in media del 25% rispetto ai 15 giorni precedenti al controllo e del 39% rispetto allo stesso periodo del 2006. Ecco la sintesi dell'attività delle Agenzia delle entrate: controlli effettuati: 81.184; atti di contestazione mancata emissione scontrini: 45.781: provvedimenti chiusura esercizi per 3 violazioni: 313 (di cui al Nord 166, al Centro 77 e al Sud 70).

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