Data: 14/08/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco: «Non cambierò assessori. La verifica? Meglio una riflessione»

L'AQUILA- Il buco nel bilancio? Certo esiste, ma le tasse degli abruzzesi non aumenteranno. Le fibrillazioni nella maggioranza? Sì, è vero ci sono anche quelle, ma fanno parte della normale dialettica politica e non condizioneranno il lavoro del governo regionale. Rifondazione e Italia dei Valori chiedono a gran voce la verifica politica? A settembre si vedrà. Ma «verifica» è una brutta parola «che non fa parte del mio vocabolario politico, non voglio nemmeno sentirla pronunciare».
Mancano due giorni a Ferragosto, Ottaviano Del Turco, governatore dell'Abruzzo, è reduce da una riunione di Giunta, saluta gli assessori, ma dice che non andrà in ferie. Soltanto un breve riposo, poi di nuovo a lavoro, perché superato il giro di boa ferragostano, ci sarà appunto da pensare a settembre coi suoi primi bilanci dell'estate e la ripresa dell'attività politica che avrà sullo sfondo la prima convention nel nascente Partito democratico che sta infiammando il dibattito politico.
Presidente, cominciamo con la faccenda del buco di bilancio. L'assessore D'Amico dice che mancano all'appello 60 milioni. Gli abruzzesi hanno già avuto tasse in più per 140 milioni di euro. Non è che alla fine si ritroveranno il portafoglio alleggerito da nuove imposte come teme non soltanto l'opposizione, ma anche qualcuno nella maggioranza?
«Il buco nelle casse regionali esiste, ma viene da lontano. Il bilancio della Regione è stato penalizzato dalla politica dissennata dell'amministrazione di centrodestra che ci ha lasciato un'eredità pesante. Quella politica fu talmente assurda che in un'occasione, per far quadrare i conti, mise in bilancio, sia pure per 48 ore, anche gli stipendi dei dipendenti. Ma le tasse non aumenteranno. Stiamo lavorando col Governo per trovare soluzioni alternative in grado di evitare il ricorso a nuove imposte».
Sarà, ma specie dopo l'approvazione della cosiddetta "legge omnibus" che ha dato finanziamenti a pioggia ai Comuni per 16 milioni di euro, nella maggioranza sono cresciute le fibrillazioni come pure all'interno di alcuni partiti. Nell'Udeur l'assessore Srour ha addirittura querelato il capogruppo Di Paolo che lo accusava di sperperi vari.
«Non entro nelle polemiche interne dei singoli partiti. Quelli sono problemi che riguardano loro soltanto. Posso comunque dire che la Giunta che presiedo lavora da due anni e mezzo con buoni risultati. Finora non ho cambiato assessori e non ne cambierò, perché continuano ad avere tutti la la mia fiducia. Voglio solo ricordare che la precedente Giunta di centrodestra ha cambiato quattro assessori al Bilancio e cinque alla Sanità. Situazioni del genere non avranno più a ripetersi, almeno fino a quando sarò io il presidente della Giunta regionale. Sono convinto che un po' di pazienza si aggiusta tutto e che certe fibrillazioni rientreranno».
Però Rifondazione comunista e Italia dei Valori continuano a battere sullo stesso tasto. Chiedono la verifica politica a settembre. Rifondazione vuole espressamente l'abolizione dei ticket sanitari e il superamento del precariato. L'Italia dei Valori parla genericamente di rilancio, ma i suoi malumori sono noti da tempo.
«Verifica politica è un'espressione che non ho mai usato in vita mia. Fa parte del gergo del vecchio sistema dei partiti e in particolare di quei partiti in cerca di visibilità. Io penso piuttosto a un seminario di riflessione, ad una giornata in cui tutte le componenti della maggioranza metteranno a confronto i propri giudizi sull'attività svolta e su ciò che ancora resta da fare di qui alla fine della legislatura che comunque non è dietro l'angolo. Ho dato incarico all'assessore Paolini di scegliere la località e la data per questo seminario».
Il fuoco, l'acqua inquinata, il turismo che segna il passo, l'economia che cresce sì, ma non come dovrebbe. Come pensa il governo regionale di superare questa congiuntura non certo favorevole?
«E' presto per fare bilanci. Sul turismo le somme si tireranno alla fine. A metà stagione saltano fuori quasi sempre dati allarmanti in Abruzzo ma anche in altre regioni costiere. L'emergenza dei pozzi inquinati è un fenomeno circoscritto. Il fuoco invece ha investito il nostro territorio con una violenza di proporzioni bibliche. Ho visto veramente l'inferno che ci raccontavano i preti da bambini. Per questo devo ringraziare ancora la Protezione civile, la Forestale. I Vigili del fuoco, lo stesso assessore Ginoble e quanti si sono prodigati contro i roghi che hanno devastato centinaia di ettari e provocato anche la perdita di una vita umana. Quanto all'economia, l'Abruzzo tiene il passo delle altre regioni. I dati dell'Istat confortano».
Presidente, la sua scelta a favore del Partito democratico ha suscitato molte polemiche, l'ultima arriva dal coordinatore della Margherita il quale sostiene che Del Turco non può candidarsi alla presidenza regionale.
«A D'Ambrosio replico semplicemente che può stare tranquillo. Al contrario di lui, sono abituato a fare una cosa per volta e a farla nel migliore dei modi possibili. Di conseguenza non presenterò la mia candidatura perché voglio fare bene il presidente della Regione Abruzzo».

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