Data: 17/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Grippo multato, l'imbarazzo delle istituzioni. La sua versione difensiva: i miei uomini le indossavano Io denuncio per falso e abuso

D'Alfonso: non mi occupo di queste cose. Il prefetto: un episodio irrilevante

PESCARA. Parola d'ordine: minimizzare. Dopo la multa per guida senza cintura dei poliziotti ai vigili e al comandante, che parlava anche al cellulare e ha perso dieci punti dalla patente, c'è imbarazzo nelle istituzioni. Il sindaco D'Alfonso, che ha dato a Grippo un incarico fiduciario appuntandogli i gradi di colonnello, è avaro di parole sull'argomento: «Non mi occupo di queste cose».
E se Teodoro ha «bypassato» la visita ai vigili urbani, anche a palazzo di governo la parola d'ordine è: mettere il silenziatore alle polemiche. Il caso del giorno, la diatriba andata in scena in strada, davanti a centinaia di cittadini, tra divise blu contro divise bianche, la vicenda che ha fatto discutere mezza città, per chi muove le leve del potere deve finire nel dimenticatoio.
«Per noi, per le istituzioni e quindi anche per il prefetto, la questione di Grippo e della polizia non ha nessun rilievo», a parlare in questi termini è il prefetto Giuliano Lalli. «Tra polizia di Stato e vigili urbani ci sono una leale e costante collaborazione e un'intesa tali da non poter essere assolutamente guastate da un episodio al quale io, personalmente, non dò alcun rilievo». Tuttavia, il tono con il quale il prefetto pronuncia queste dichiarazioni fa capire che sarebbe stato meglio, per tutti, se l'episodio non si fosse verificato.
Intanto, sul fronte-polizia, la patata bollente è rimasta nelle mani del vicario Giovanni Grimani che si è tenuto in stretto contatto con il questore Stefano Cecere. «Profilo basso», è questa la linea decisa dai vertici della polizia pescarese all'indomani della vicenda che ha visto contrapposti gli agenti del reparto prevenzione crimine e quelli della polizia municipale. Grimani non entra nel merito della questione. I poliziotti sostengono che i due vigili, quando sono stati fermati, erano senza cinture di sicurezza e, inoltre, la Smart sulla quale viaggiavano era sprovvista di carta di circolazione che è stata esibita solamente in un secondo momento. «Non esiste una vera e propria indagine interna sulla vicenda», dice il numero due della questura. «Infatti sono stati attivati tutti i normali procedimenti di un'amministrazione. Si tratta dell'ordinaria attività che viene espletata normalmente. Quest'episodio è del tutto irrilevante, non rappresenta un caso istituzionale. I rapporti devono restare ottimi e le polemiche rischiano solamente di alimentare inutili tensioni». L'unico accenno diretto alla vicenda, Grimani lo riserva alla «convocazione» del comandante dei vigili urbani in questura. «Per favore, non parliamo di Grippo accompagnato in questura perché è una cosa che non esiste. Si è solo, e saggiamente, deciso di spostare la vicenda dalla strada agli uffici. Tutto qui».
Intanto il comandante dei vigili urbani Ernesto Grippo resta fermo sulle sue posizioni. Multato per guida senza cintura e per l'uso del cellulare, ribadisce che quando è stato fermato stava spostando la macchina per permettere a una donna di uscire dal parcheggio. Quanto ai suoi uomini, le cinture di sicurezza le portavano. Da qui la denuncia-querela contro i poliziotti per i reati di falso e abuso d'ufficio.

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