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«L'annuncio di Grandi? Proposta personale». Verso un summit con Padoa-Schioppa. Scontro nell'Unione: favorevole la sinistra, contraria l'Udeur mentre Di Pietro vuole escludere Bot e Cct ROMA. Tassare le rendite finanziarie al 20%. Lo dice il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, e si scatena un putiferio. Da Palazzo Chigi si affrettano a smentire Grandi: «Il sottosegretario ha parlato a titolo personale come tutti possono fare. Ogni iniziativa e ogni scelta sarà adottata in modo collegiale e le proposte saranno assunte alla fine dal presidente del consiglio». Per l'aliquota unica al 20% si schiera Antonio Di Pietro, ma «escludendo Bot e Cct». Uno stop secco arriva dall'Udeur: «Serve il confronto all'interno dell'Unione, un'intervista a un sottosegretario non decide la politica fiscale del governo». Dal centrodestra partono bordate alzo zero: «Mannaia sulle famiglie», dice Casini, Udc e propone un tetto fiscale al 40-45% oltre cui non si può tassare. «Siamo pronti a dare battaglia», commenta Matteoli, An. Alleanza Nazionale intanto si smarca dallo «sciopero fiscale» di Bossi appoggiato invece da Storace, Destra. Mercoledì riunione. Metodo collegiale, dice Palazzo Chigi. Il cammino della Finanziaria 2008 inizierà ufficialmente mercoledì 29 agosto con una riunione al ministero dell'Economia. Con il ministro Tommaso Padoa-Schioppa si farà il punto sulla crescita, sulla spesa pubblica, sulle entrate, sulle indicazioni del Dpef. Ma anche sugli sgravi Ici a 290 euro per la prima casa (70% di immobili esentati), alla cedolare secca sugli affitti, alle semplificazioni per le partite Iva con reddito fino a 30mila euro. Entro il 10 settembre i ministeri devono dare indicazioni sulle loro richieste (con le coperture). Le aliquote in vigore. Oggi su titoli di Stato (Bot e Cct, per esempio) e obbligazioni con scadenza superiore a 18 mesi si paga il 12,5%, stessa aliquota per le rendite da capitale a meno che non si tratti di partecipazione qualificata caso in cui scatta la tassazione Irpef sul 40% del valore. Depositi bancari e postali sono tassati al 27%. Con la tassazione al 20% si otterrebbero entroiti fiscali fra i 2,6 e i 4,2 miliardi di euro, 2 per il ministero dell'Economia (molto dipende dall'andamento delle borse). L'aumento del 7,5% della tassazione su Bot e Cct porterebbe circa 400 milioni di nuove entrate. Attualmente i titoli di Stato sono per il 55% in mano a investitori esteri, per il 20% a banche e imprese, 9% ai fondi comuni, e 16% a piccoli e grandi risparmiatori. Costi delle misure. Il taglio dell'Ici costerebbe 2 miliardi, la cedolare secca sugli affitti 1 miliardo e 300 milioni. Scelta già fatta. Tutto in Finanziaria 2008, dunque? No. «Non c'è nulla da decidere, la tassazione è misura già adottata nella Finanziaria 2007, arenata nel percorso parlamentare», dice Paolo Ferrero e qui trapela il timore dell'ala sinistra di governo di uno scambio welfare-tassazione. «Improponibile», avverte Rizzo, Pdci. Arenata o stralciata? Più che arenata l'aliquota unica è stata stralciata dal disegno di legge che la portava proprio nel nome: «Armonizzazione delle rendite». E qui c'è un piccolo giallo. Per i tecnici del ministero delle Finanze a bloccare l'aliquota del 20% sulle rendite finanziarie fu la maggioranza, per Laura Fincato, Ulivo, capogruppo in commissione Finanze, «fu il governo per voce del sottosegretario Alfiero Grandi», con la promessa di reintrodurla nella prossima manovra. 20% solo sui nuovi Bot. In Commissione si è discusso sei mesi e alla fine si è convenuto, comunque, di inserire un elemento che disinnescherebbe le paure alimentate dal centrodestra: «Mettere nero su bianco - dice Fincato - che la nuova tassazione riguarderebbe solo le nuove emissioni di Bot e Cct». |