Data: 25/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Fisco, il gettito è cresciuto di otto miliardi. Prodi: «Dobbiamo far pagare meno, tutti» Della Vedova: «Un governo da canzonetta»

Clemente Mastella «Perdemmo milioni di voti quando si parlò di tassare Bot e Cct Bisogna evitarlo»

ROMA. Buone notizie per il Fisco. Il gettito dell'autoliquidazione di agosto (Irpef, Irap e Ires) è cresciuto di 7,8 miliardi di euro rispetto al 2006. Una crescita annuale del 21% mentre nel 2006 la crescita sul 2005 era stata del 14%. La sorpresa è grande anche perché le entrate superano di ben 7 miliardi le previsioni della Relazione unificata, presentata a marzo, e di 4 quelle del Dpef presentato a fine giugno. Più soldi in cassa, dunque, un nuovo tesoretto su cui già si allungano le mani di alcuni esponenti della maggioranza. «Le cifre rese note dal Ministero dell'Economia - commenta a caldo il presidente del consiglio, Romano Prodi - dimostrano che l'azione di governo incontra la fiducia e il senso di responsabilità dei cittadini». Quanto all'uso dell'extragettito Prodi non si sbilancia: «Stiamo già lavorando a fondo per preparare una Finanziaria 2008 che porti serenità e garanzie positive ai cittadini».
«E' chiaro - aggiunge - che l'obiettivo di un governo deve essere quello di far pagare meno tasse a tutti. Ma per questo deve veramente continuare il lavoro contro l'evasione fiscale».
Dall'opposizione è invece un coro di accuse al governo di spacciare per lotta all'evasione ciò che è solo ottenuto con l'aumento delle tasse. «Tutto questo entusiasmo sull'extragettito è assolutamente fuori posto perché il nuovo boom delle entrate fiscali è dovuto solo ed esclusivamente all'inasprimento della pressione fiscale», dice Roberto Maroni, Lega. «Tutto frutto del giochetto di Visco - dice Benedetto Della Vedova, Forza Italia - sottostimare regolarmente le entrate per avere maggiori margini di manovra sul bilancio pubblico». «Tasso anch'io, no tu no. Questo è un governo da canzonetta con Prodi che risponde così al sottosegretario che vuole aumentare le tasse sui Bot», ironizza Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi. Per Gianni Alemanno, An, invece è il momento di rilanciare il «Tax Day a novembre», con tutta probabilità il 9.
La «pressione fiscale» è argomento controverso. In effetti è il rapporto fra Pil ed entrate tributarie e un eventuale aumento di queste ultime non necessariamente significa che sono aumentate le aliquote di tassazione, può significare che qualcuno che prima non pagava ora lo fa.
Lo dice chiaro e tondo proprio Prodi: «L'incremento ad aliquote immutate sul quale lo Stato potrà contare per investire e al tempo stesso lavorare per chi ha meno, è sinonimo di serietà e di fiducia comune». Più tecnico, ma in linea, il commento che viene da Vincenzo Visco, viceministro all'Economia: «Come già avvenuto nella seconda metà del 2006, anche per il 2007 le entrate tributarie si prevedono in aumento a un tasso annuo superiore all'incremento previsto per il Pil nominale. Al netto delle una tantum è intorno al 6% per il 2007, mentre la Relazione unica prevedeva un aumento in linea con il Pil (4%), tale da lasciare costante la pressione tributaria».
E le cose - fanno sapere dal Ministero dell'Economia - sarebbero potute andare anche meglio: «Le migliori previsioni scontano minori entrate (per circa 3,5-4 miliardi) dovute alla restituzione dell'Iva sull'auto aziendali e alla revisione delle regole di ammortamento dei terreni entrate in vigore a luglio».
Romano Prodi torna anche sulla questione della tassazione delle rendite. «Sì è vero, l'intervento è inserito nel programma, ma ragazzi quello è un programma di 5 anni. In politica la scelta dell'opportunità è vitale». Insomma la questione pare per ora accantonata. Il motivo lo spiega bene Clemente Mastella, ministro della Giustizia. Intervistato per il «Processo di Biscardi» dice: «Voglio ricordare che noi abbiamo perso qualche milione di voti quando si iniziò a parlare di tassare Bot e Cct. Con questa crisi della Borsa penso che la gente andrà di nuovo sui titoli di Stato, tassarli, se andassimo alle elezioni, sarebbe davvero una situazione disperata».
Rosy Bindi, ministro della Famiglia e candidato alla segreteria del Pd, un'idea su cosa fare ora ce l'ha: «Il principio di questo governo è che tutti devono pagare meno tasse perché tutti pagano le tasse. Questa è la vera sfida». Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica, che pochi giorni fa giustificava lo sciopero fiscale commenta: «L'aumento delle entrate è un segnale positivo che dà un aiuto al governo a procedere a una diminuzione delle tasse».

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