Data: 20/05/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Sciopero Atm, città bloccata. «Troppi disagi». I sindacati: ora intervenga il governo. La prossima protesta probabilmente a fine giugno. La trattativa arenata su una differenza di 50 euro

Fermi tram e metrò, taxi introvabili e ingorghi. I viaggiatori: basta blocchi

Come da previsioni: lo sciopero di ieri di tram, bus e metrò ha bloccato la città. Metrò chiuso dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alla fine del servizio. Tram e bus fermi in deposito al 76 per cento, secondo Atm. Al 90 per cento, a stare ai dati dei sindacati che hanno indetto l'agitazione: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal. I milanesi hanno fatto buon viso a cattivo gioco. Adattando gli orari di lavoro alle esigenze del trasporto. Ma hanno anche utilizzato di più l'automobile. Risultato: traffico impazzito, taxi introvabili e ingorghi in tutta la città. A complicare il rientro dei pendolari sulla linea Milano-Torino ci si sono messi anche i ritardi dei treni. Colpa del guasto al locomotore dell'Intercity in partenza alle 17.13 dalla stazione Centrale: oltre 100 minuti di ritardo.
Se lo sciopero di ieri ormai è alla spalle, le divergenze che lo hanno provocato restano ancora tutte lì da risolvere. Il sindacato confederale sta già pensando alla prossima agitazione. Sembra realistica una data di fine giugno. Anche se, fanno capire i rappresentanti dei tranvieri, prima di decidere si aspetterà un segnale dal governo che si è appena insediato.
La matassa della trattativa tranvieri-aziende si è ingarbugliata sul rinnovo del secondo biennio economico del contratto di categoria. Le aziende del settore offrono 60 euro lordi al mese, i loro dipendenti ne chiedono 111. Dopo tre scioperi la distanza resta enorme e non si vede via d'uscita. Le radici del problema affondano nella questione delle risorse. Dal '98 la competenza del trasporto locale è passata alle regioni. I fondi, però, vengono sempre da Roma. Le aziende del settore lamentano un mancato adeguamento negli anni dei finanziamenti. Risorse chiave, visto che le imprese si finanziano al 50 per cento con gli incassi dei biglietti e per il resto con i trasferimenti pubblici.
«Ora il governo intervenga per dare stabilità a un settore al collasso», invita Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil di Milano. «La grande adesione allo sciopero di oggi dimostra che la difesa del potere d'acquisto è una questione vitale per i tranvieri - interviene Dario Balotta, segretario generale della Fit Cisl lombarda -. Ci attendiamo un gesto di responsabilità da parte delle aziende e delle Regioni che da quasi 10 anni hanno la totale competenza sul trasporto locale». Ma il Pirellone non ne vuole sapere: «Il contratto nazionale delle categoria è questione che investe lo Stato e le aziende: noi non centriamo». Il passo indietro non convince il sindacato. «La verità è che i fondi incassati dal Pirellone per il trasporto locale tramite l'accisa sulla benzina sono aumentati. Ma la Regione li destina, in parte, ad altre voci di bilancio», contesta Balotta della Cisl.
Dal canto loro le associazioni dei consumatori chiedono di fermare gli scioperi. «Non vogliamo entrare nel merito della trattativa - dice Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo -. Resta il fatto che i tranvieri dovrebbero trovare un altro modo per esprimere il loro disagio. Fare sciopero è come puntare una pistola alla tempia dei passeggeri per far cedere le aziende».

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