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L'ex segretario Cgil «Muro di indifferenza verso le emergenze» PESCARA. «L'incredibile vicenda legata alla cosiddetta Legge Omnibus, figlia di una cattiva gestione finanziaria alla quale non si riesce a mettere rigorosamente mano, non ci rassicura su tanti altri argomenti». Franco Leone, ex segretario Cgil responsabile della Federconsumatori Abruzzo, ed esponente diessino, ritorna alla carica sui finanziamenti a pioggia della Legge Omnibus varata dal consiglio regionale. Una scelta, a suo giudizio, che dimostra come la classe politica non riesca se non a risolvere, almeno, a progettare le riforme di cui l'Abruzzo ha necessità. «La riforma del ciclo idrico, di cui, gli abruzzesi, assetati da questa cattiva gestione degli Ato e società di gestione, sanno quanto ce ne sia bisogno», scrive Leone, «riforma che non ha speranza di esito positivo, tenendo conto che molti dei protagonisti, del nascente Pd, sono protagonisti del muro di indifferenza alle urgenze del cambiamento e refrattari ad un moderno sistema di tutela dei diritti dei consumatori. Seconda questione: il nuovo Piano sanitario elaborato sulla base di spunti appartenenti ad una cultura moderna e di alta scuola di programmazione nel settore è, però, solo uno strumento proposto alla politica che chiede, a Pd compreso, coraggio nelle scelte e nelle priorità utili alla riqualificazione dell'intero settore, senza ricorrere ad ulteriori tassazioni». «Nella fase attuale», consiglia Leone, «è necessario scrollarsi di dosso ogni subordinazione, compresa quella mediatica e/o di spinte territoriali, per spostare le risorse dalla spesa ospedaliera a quella della medicina sul territorio e della prevenzione, e aprire una lotta, realmente riformatrice, nei confronti degli assetti corporativi del sistema sanitario. Le politiche produttive, della innovazione e della ricerca sono gli altri temi, ma anche essi non trovano mai attenzione». Leone ha parole di critica verso gli amministratori regionali, in particolare verso la ex giunta di centrodestra. «Grande parte del gruppo dirigente di questa regione è stato, a suo tempo incline allo scetticismo politico, quando agli inizi del nuovo millennio, si tratteggiava il contorno, ed il contenuto, della grave crisi produttiva ed industriale che si apriva in Abruzzo. Al centrodestra che parlava di una situazione rosea e di piccola Svizzera, il centrosinistra, salvo qualche piccola e lodevole eccezione, non ha mai contrapposto, dall'opposizione, un proprio progetto. Inutile ricordare che gli stessi partiti della maggioranza parlano di un confronto programmatico che non giunge mai a destinazione». |