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È una situazione di "dissesto organizzativo e funzionale", quella che si è via via delineata all'interno della Gtm, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico in città. A spiegare come stanno le cose sono i rappresentanti sindacali di Faisa-Cisal e Ugl Ferrotranvieri i quali hanno messo nero su bianco tutti i problemi che si registrano all'interno dell'azienda ed hanno inviato una lettera alla Regione Abruzzo, per chiedere un incontro urgente. I rappresentanti dei lavoratori (la Gtm ne ha 400) parlano di mezzi nuovi tenuti a lungo in garage e che poi "si sono rivelati delle autentiche trappole per autisti e passeggeri, macchine emettitrici di biglietti che sono inutilizzabili da tempo perché non c'è più un operatore che li controlli", e riferiscono della "impossibilità di coprire i turni di servizio per mancanza di personale, col ricorso ad una serie di escamotage da parte dell'azienda per coprire i turni almeno sulla carta. Accade quindi che gli autobus rimangono fermi per mancanza di cambi e interi turni di servizio sono coperti solo teoricamente per giustificare agli occhi dell'opinione pubblica, delle istituzioni, della proprietà, il rispetto dei contratti di servizio, ma non c'è riscontro nella pratica. E poi - proseguono i sindacalisti - le operazioni di verifica dei titoli di viaggio sono ridotte ad un solo agente, al posto dei dodici previsti. I mezzi, inoltre, sono sporchi, e indegni perfino di un Paese del Terzo mondo". La novità di agosto, annunciata ai sindacati dall'azienda, riguarda la linea 38, per la quale è stato deciso un "taglio unilaterale dei tempi di percorrenza". Questo vuol dire che non sarà possibile garantire tutte le corse di questa linea, mentre negli ultimi due anni "non è stata saltata una corsa". Di fronte a questi e ad altri problemi il consiglio di amministrazione cosa fa? Per Faisa e Cisal si è limitato a nominare un altro coordinatore di esercizio, attingendo alla graduatoria di un concorso per un posto solo, "aumentando i costi dell'azienda". Così facendo il Cda mostra "tutti i propri limiti" scrivono ancora le due sigle sindacali, e si ha l'impressione "che questo consiglio di amministrazione abbia abdicato alle proprie prerogative in favore di qualcuno che dispone come se la Gtm fosse un proprio feudo e non il patrimonio di tutti". |