Data: 30/08/2007
Testata giornalistica: L'Unit
Alitalia: un migliaio di esuberi Malpensa sarà ridimensionata. Bersani: «Basta con i campanilismi»

Tra 500 e mille esuberi, ricapitalizzazione da circa 1,5 miliardi di euro, ridimensionamento di Malpensa. Sono i punti principali del piano industriale all'esame del consiglio di amministrazione di Alitalia che si riunirà giovedì pomeriggio e che verrà poi presentato al sindacato. Secondo fonti sindacali, infatti, il board valuterà gli aspetti dell'operazione di ricapitalizzaizione che dovrebbe partire il prossimo anno. L'aumento di capitale avrebbe un duplice scopo: da un lato consentire la diluizione della quota pubblica (il Tesoro non dovrebbe infatti sottoscriverlo) e l'ingresso di nuovi azionisti dall'altro, fornire i mezzi per il rinnovo della flotta di medio e lungo raggio.
Come previsto, inoltre, il consiglio dovrebbe approvare le linee guida del piano industriale a cui sta lavorando il presidente Maurizio Prato. In vista il ridimensionamento dell'attività su Malpensa con il trasferimento di una parte dei voli su Fiumicino e il taglio delle rotte meno redditizie, in particolare quelle verso l'estremo oriente come Cina e India. Il business plan prevederebbe poi l'aumento della produttività del personale navigante.

Questo, insieme alla riduzione dell'attività avrebbe ovvie conseguenze sugli organici. Tra il personale navigante sempre secondo le stesse fonti, sarebbe stimato in circa 500 unità il personale 'in eccessò: 350 tra gli assistenti di volo e 150 tra i piloti. Non solo i naviganti sarebbero però coinvolti: alcune centinaia di esuberi potrebbero infatti verificarsi tra lo staff del personale di terra. Esuberi che sarebbero gestiti attraverso prepensionamenti e altri tipi di 'scivolì.

Un'operazione che quindi potrebbe coinvolgere, nella più pessimistica delle ipotesi, circa mille lavoratori. Altro capitolo è quello delle esternalizzazioni. In questo caso ci sarebbe una sorta di inversione di rotta rispetto al piano Cimoli. La manutenzione dovrebbe infatti rientrare nel perimetro di Az Fly così come il cosiddetto 'front linè dell'handling, cioè, ad esempio il personale addetto alla rampa.

All'esame dei consiglieri, inoltre, anche la scelta dell'advisor nell'operazione di vendita della compagnia. Due giorni fa sarebbero scaduti i termini per la presentazione delle domande. Secondo indiscrezioni tra le banche d'affari in lizza ci sarebbero Jp Morgan, Citigroup, Banca Leonardo e Deutsche Bank.

«Il piano industriale di Alitalia e la questione delle infrastrutture aeroportuali sono due cose diverse», ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, a margine della inaugurazione della festa provinciale dell'Unità di Lecco in corso alla Fiera di Osnago. «Si passa da un giorno in cui si dice che della compagnia di bandiera non ce ne facciamo niente - ha spiegato Bersani - a un altro in cui la compagnia viene evocata per tirare la coperta sulle infrastrutture italiane».

Riguardo al dibattito sul ruolo di Alitalia nel nord, con il rischio che ci possano essere dei tagli su qualche scalo, Bersani ha spiegato che «al nord da Torino a Trieste c'è un aeroporto ogni 50 chilometri, è vero che il 70% dei biglietti aerei si stacca al nord, però vorrei fare notare che molti di questi biglietti vengono staccati in aeroporti che stanno a 50 chilometri tra loro e che portano aerei a Francoforte, a Parigi e a Londra per andare poi nel resto del mondo». Dunque, secondo Bersani, «non è Roma che deve risolvere i problemi del mondo».

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