Data: 30/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Finanziaria snella e senza nuove tasse. Padoa-Schioppa: «Ambizioso prevedere un Pil 2008 in crescita del 2%»

Prima riunione al ministero dell'Economia in vista del vertice di oggi sulla prossima manovra economica

ROMA. Prime mosse per la Finanziaria 2008. «Sarà una manovra snella e non conterrà nuove tasse», fanno sapere dal ministero dell'Economia. Al Tesoro si vedono per due ore il ministro Padoa-Schioppa, il viceministro Roberto Pinza, i sottosegretari, il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, il Ragioniere dello Stato, Mario Canzi, il direttore generale delle Finanze, Fabrizio Carotti. Assente il viceministro Vincenzo Visco. Confermati gli impegni di deficit per quest'anno (2,5%) e per il 2008 (2,2%).
Qualcosa, invece, deve cambiare per la crescita. E' lo stesso ministro Tommaso Padoa-Schioppa, alla luce della crisi dei mercati e della frenata dell'economia, a definire «ambizioso» l'obiettivo del +2% per il Pil. Un elemento questo che potrebbe precludere alla necessità di una correzione dei conti pubblici fino a questo momento esclusa.
Anche di questo si è parlato nel vertice, a cena, fra il presidente del consiglio, Romano Prodi, lo stesso Padoa-Schioppa, il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta e il ministro dell'Attuazione del programma, Santagata. Mentre oggi, nella riunione del consiglio dei ministri, la Finanziaria sarà uno degli argomenti portanti anche se non previsto ufficialmente.
Intanto dalla riunione tenuta in via XX Settembre filtrano alcune notizie. Per esempio che si è trattato di una riunione «soft», ma che non sono mancati richiami di Tommaso Padoa-Schioppa a chi in questi giorni, leggi Alfiero Grandi, si è lasciato andare a dichiarazioni che hanno scatenato polemiche. Il ministro è stato netto: «Non è opportuno - ha detto in sostanza - che ci siano sortite singole su argomenti che devono essere ancora affrontati politicamente».
Nella riunione si è parlato anche di Ici, anche in rapporto ai benefici fiscali della Chiesa e all'annunciata apertura di un'indagine da parte dell'Unione europea. L'abbattimento dell'Ici resta fra le misure che il governo vuole inserire in Finanziaria. Il percorso sarà graduale, l'obiettivo intermedio potrebbe essere quello di alzare l'esenzione fino a 290 euro, il che potrebbe significare la cancellazione dell'Ici per il 70% delle prime abitazioni. La scomparsa totale dell'Imposta comunale sugli immobili costerebbe 2 miliardi e mezzo di euro, una cifra troppo elevata se sommata alle spese già ipotizzate e a quelle che si trascina dietro la Finanziaria di quest'anno (circa 4 miliardi). Rischia di slittare anche la cedolare secca sugli affitti (1 miliardo e 400 milioni di mancato gettito al netto di un eventuale recupero di evasione). In tutto si parla di oltre 20 miliardi di euro, soldi che, e il ministro Padoa-Schioppa lo ha ribadito anche ieri, possono arrivare solo da tagli della spesa. Tanto che è stata ribadita la scadenza del 10 settembre per la presentazione delle richieste dei ministeri, richieste che devono contenere le indicazioni del taglio corrispondente. La tregua fiscale - è stato ribadito al ministero dell'Economia - sarà possibile solo grazie a un lavoro sul controllo della spesa».

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