Data: 30/08/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi Alitalia. Tensione e sconcerto tra i dipendenti «Paghiamo l'incapacità dei manager»

ROMA - Terremoto a Fiumicino. Le indiscrezioni che vorrebbero nel nuovo piano industriale l'ennesimo taglio di personale in Alitalia hanno suscitato un movimento tellurico tra i lavoratori. Che non accettano economie e rinunce sulle spalle di chi si è già pesantemente sacrificato per evitare l'impatto al suolo della compagnia di bandiera.
Secondo i rumors trapelati dal quartier generale dell'AZ, dovranno essere sacrificati mille posti di lavoro. Nella serata di ieri l'ufficio Relazioni con i Media si è affrettato a chiarire che «per quanto concerne il numero degli esuberi si comunica che le Linee Guida del Piano che saranno sottoposte al Consiglio di Amministrazione convocato per domani (oggi n.d.r.) prospetteranno l'esigenza di esuberi del personale, la cui quantificazione allo stato non è, tuttavia, ancora definita». Insomma, tagli sì ma tutti ancora da conteggiare.
In ogni caso l'aria che avvolge Fiumicino è pesante. «Se ritengono di rilanciare l'azienda con i tagli ribatte Maurizio Malta, addetto alla divisione ingegneria, da 27 anni in Alitalia commettono un grave errore. E' stato ribadito a tutti i livelli che il problema della pesante crisi della compagnia non è il costo del lavoro. Potremmo capire le agevolazioni o gli incentivi a vantaggio di dipendenti in età quasi pensionabile ma non certo i licenziamenti indiscriminati. Attenzione, poi, a non intaccare processi particolarmente delicati per la sicurezza del volo: già fortemente ridimensionati, quei settori hanno bisogno semmai di essere riorganizzati».
Complessivamente la compagnia di bandiera conta circa diciottomila dipendenti. Di questi diecimila circa appartengono all'area fly, quindi piloti e assistenti di volo. I restanti ottomila sono impiegati nei servizi, molti dei quali esternalizzati o precari. «Mille dipendenti di troppo? Tremo al pensiero che si tratti dell'intero settore del call centre: siamo esattamente quel numero di addetti - commenta allarmata Silvia, "stabilizzata" da poco, dopo otto anni di contratti a termine La preoccupazione è diffusa e siamo pronti a fare le barricate. Anche se, temo, il fatto che ci siano tanti precari limiterà fortemente la resistenza sindacale. Se il coltello lo usano in quest'area dei servizi ho paura che affonderà come fosse burro».
Paola se n'è andata un paio di anni fa approfittando di un incentivo aziendale. «Da troppo tempo tira una brutta aria nell'azienda dice mentre sfoglia annunci di ricerca di personale specializzato Non dovrei dirlo ma tra restare in ufficio rischiando il mobbing e dover ricercare un nuovo lavoro, ho scelto questa seconda alternativa». «Basta far pagare ai lavoratori le incapacità del management contesta Giuseppe Contenta I tagli annunciati sono una replica di quanto visto già nei precedenti piani industriali. I lavoratori hanno già pagato acquistando le azioni in cambio dei rinnovi contrattuali. Ora i tagli vadano a farli in altre voci del bilancio».

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