Data: 02/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Alle urne per bocciare il piano traffico» Il Comitato del sì scende in campo «Ma il Comune ci sta boicottando»

«Città desertificata da amministratori assenti e ostinati»

PESCARA. Tre settimane ancora per convincere i cittadini ad abrogare il vigente piano del traffico, con la conseguente riapertura della rampa di piazza Italia, revisione delle Ztl, aumento dei parcheggi, abolizione della prevista imposta di accesso nel quadrante del centro, realizzazione di un sistema di trasporto pubblico di massa. Oggi, alle 18, il Comitato promotore del sì inaugurerà il suo quartier generale nei locali di corso Umberto (ex negozio Bruno Magli).
Fino a domenica 23 settembre, data fissata per il referendum, sarà battaglia. Anche se incontrando i giornalisti, il Comitato del sì ha fatto sapere di avere già parecchie grane. Intanto gli spazi a disposizione per la propaganda: 46 per le elezioni politiche, soltanto 18 per il referendum popolare, il primo nella storia della città dal dopoguerra ad oggi. Poi le liste degli scrutatori e dei presidenti di seggio, che l'amministrazione D'Alfonso avrebbe «blindato» (ed è questa l'altra accusa) pescando i nomi dai dipendenti del Comune. Ma il dubbio più serio è soprattutto un altro per i sostenitori del sì e riguarda le operazioni di scrutinio delle schede, come sottolinea il presidente del Comitato promotore del referendum, Nicola De Amicis: «Il sindaco ha annunciato che lo spoglio non inizierà dopo la chiusura delle operazioni di voto ma il giorno successivo, e che lui si riserva di comunicare il risultato dopo dieci giorni. Ce n'è abbastanza per alimentare qualche sospetto. Noi, comunque, siamo pronti ad un confronto sereno ma anche ad una sfida se il confronto verrà respinto».
Composto soprattutto da operatori economici della zona centro, il Comitato promotore del sì è consapevole anche di altre difficoltà: «Mancano ventidue giorni dalle votazioni» sottolinea De Amicis «e, come vedete in questi giorni, dal Comune continuano ad essere diffusi dati sempre più rassicuranti sullo smog e l'inquinamento. Intanto la centralina di viale Bovio non viene messa in funzione perché manca l'abbonamento per il tefono che trasmette i dati all'Arta». Poi il presidente entra nel merito delle questioni specifiche: «Hanno desertificato la città, non si arriva più in centro, non si parcheggia. Hanno danneggiato gli imprenditori ma anche i loro addetti, che rischiano di perdere il posto di lavoro». I parcheggi della stazione: «Non si può fare pagare 5 euro solo per entrare in città. Sono soldi» incalza De Amicis «che peseranno sulle famiglie e i residenti proprietari della seconda auto (i 6 varchi elettronici previsti nel bando delle aree di risulta ndr)».
Barbara Cazzaniga dice di avere trascorso la notte a buttare giù qualche riflessione: «Quando gli amministratori restano assenti e completamente indifferenti davanti al dissenso e alla preoccupazione della città tutta, non solo del centro; quando continuano a seguire ostinatamente il loro piano traffico fallimentare; quando una amministrazione è così lontana dalla città, è più che mai necessario recarsi al voto il 23 settembre per avviare, con un semplice "sì", una vera inversione di tendenza».
Perluigi Bacceli è più pragmatico: «Il 30 del mese l'Arta scriveva al Comune per fare sapere che sono aumentate le polveri. L'assessore Mancini rispondeva il giorno dopo che l'inquinamento in città è fortemente diminuito. Anzi, che è progressivamente diminuito dal 2002, tirandosi così la zappa sui piedi. Perché questo vuol dire che il suo esperimento non c'entra nulla con l'abbassamento dei valori dello smog. Anzi, proprio nel 2006, l'anno della sperimentazione del piano traffico, i dati sull'inquinamento dicono che c'è stata una impennata dei valori».

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