Data: 02/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Giordano: basta intimidazioni, il corteo si farà. Welfare. D'accordo anche Diliberto e Ferrero. Ma Pecoraro e Angius si dissociano

«Non sarà contro il governo». D'Alema: se i ministri sfilano contraddizione insostenibile. Per il segretario del Prc c'è il placet di Prodi Boselli (Sdi) chiede un vertice di maggioranza

ROMA. Scontro nella maggioranza sulla manifestazione del 20 ottobre contro la riforma del welfare approvata dal governo e alla quale dovrebbero partecipare ministri e sottosegretari del Prc e del Pdci. Dopo Veltroni e Mastella anche D'Alema perde la pazienza e dalla festa dell'Udeur lancia un ultimatum alla «sinistra estrema» invitandola ad abbandonare un atteggiamento di lotta e di governo. «Quando si sta al governo, si governa» dice il vicepremier.
Per il quale l'eventuale partecipazione di ministri e sottosegretari alla manifestazione contro la legge Biagi li metterebbe in una «contraddizione insostenibile». «Io non uso mai per ragioni scaramantiche l'espressione crisi di governo. Però non c'è dubbio che se dei ministri fanno una manifestazione contro il governo qualche problema si pone. Il rischio, per gli stessi ministri, è di una contraddizione insostenibile. Anche perché» precisa D'Alema «i manifestanti chiederebbero ai ministri che scendono in piazza con loro di dimettersi per coerenza».
L'affondo del vicepremier, per il quale non è all'orizzonte una rottura che possa portare al voto in primavera («Ho l'impressione che gli annunci di Berlusconi siano come quelli delle sette religiose che fanno annunci che non si avverano mai»), fa infuriare i leader dei due partiti che appoggiano il corteo e assicurano che la manifestazione antiprecari non sarà contro il governo. Oliviero Diliberto non si lascia intimorire dal rischio crisi paventato da Mastella e con una intervista al Corriere Della Sera conferma che i Comunisti Italiani «saranno in piazza a manifestare contro la riforma del Welfare». Il più irritato è Franco Giordano. Il segretario di Rifondazione Comunista non accetta le accuse di D'Alema e nel pomeriggio, parlando alla festa dell'Udeur, dà sfogo a tutta la sua rabbia e assicura che il corteo ci sarà.
«Adesso basta con questo teatrino, con queste intimidazioni e con queste minacce. Quella del 20 ottobre sarà una bella e unitaria manifestazione in cui ricostruire il futuro e l'autonomia della sinistra» spiega Giordano, che mostra ai cronisti una lettera di Romano Prodi (datata 2 agosto) nella quale il premier condivide l'«opportunità» di una mobilitazione per il welfare. «Se lo ha detto anche Prodi» si domanda il leader di Rifondazione «perché mai è una manifestazione contro il governo?». Ma ad essere risentiti sono tutti gli esponenti del Prc. Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, vede solo una polemica «strumentale», si chiede perché il Partito Democratico tema un corteo «pro-governo» e conferma il programma: «La manifestazione non si tocca. Possono dire quello che vogliono. Si fa e punto».
Ad avere più di un dubbio sono invece i ministri della Sinistra democratica e dei Verdi. Fabio Mussi propone di fare un'assemblea di massa anziché la manifestazione, mentre Alfonso Pecoraro Scanio ricorda che Mastella ha partecipato al Family Day e quindi non può dare lezioni a nessuno. Il ministro dell'Ambiente esclude la partecipazione dei verdi ad una manifestazione contro il governo. Durissimo Gavino Angius: il corteo contro il governo e i sindacati è un grave errore. Il sottosegretario Paolo Cento, (anche lui verde) non rinuncia invece all'idea della manifestazione.
Il governo rischia la crisi? Mastella continua a tenere sulla corda Prodi e dalla festa dell'Udeur rilancia: «Se il 20 ottobre dovessero scendere in piazza i segretari dei partiti del centrosinistra (come Giordano n.d.r.) anziché i ministri, sarebbe ancora peggio». Nell'attesa di un chiarimento nell'Unione, Enrico Boselli (Sdi) propone un vertice di maggioranza mentre il ministro Rosy Bindi, rimprovera Mastella e prova a riportare un po' di pace: «Non servono minacce nè ultimatum e nemmeno la presenza in piazza dei ministri. Bisogna fare ogni sforzo per tenere unita la coalizione».

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