Data: 02/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ginoble tace e continua a sfogliare la Margherita. Cesarone (Sdi): «La fedeltà alla Giunta regionale? Si dimostra nel tempo». Decisivo il ruolo di Lolli

L'AQUILA- Non si sbottona la Margherita sul quadro politico che si va componendo in vista della designazione del candidato alla segreteria regionale del Pd. Non si sbilancia D'Ambrosio, tace Ginoble, fa lo stesso Coletti, presidente della Provincia di Chieti nei panni dell'accorto mediatore. Soltanto D'Alfonso, sindaco di Pescara, manifesta una contenuta soddisfazione dopo il patto di non belligeranza (o quasi) firmato due giorni fa all'Aquila con Del Turco, anche se il governatore continua a manifestare le proprie preferenze «per chi ha sostenuto e sostiene il lavoro della Giunta regionale». Come dire uno come Ginoble. E proprio Ginoble ribattezzato "l'assessore antincendio" (decisivo il suo impegno sul fronte dei roghi), ha deciso di tenere un profilo basso, dopo il minivertice aquilano con Franco Marini. «Per favore, non fatemi dire niente -ha risposto ieri al telefono- voglio essere lasciato tranquillo. E' un momento delicato, anche per me, è meglio non dire nulla. Possono farlo altri al posto mio». Ginoble non ci sta a finire nel tritacarne nei nomi che vanno e vengono, delle prese di posizioni estemporanee, delle "verità" che si rivelano poi clamorose bugie. Sa di essere uno dei candidati e questo per il momento gli basta. La stessa cosa ha deciso di fare D'Ambrosio, coordinatore della Margherita ancora per poco. E così ieri è scappato al convegno degli ex popolari ad Assisi, dov'erano Marini, Veltroni e anche D'Alfonso. E al sindaco di Pescara si è certo riferito Camillo Cesarone, stretto collaboratore di Del Turco, e già capogruppo dello Sdi in Consiglio regionale, dicendo «sulla fedeltà alle persone, alle idee, ai programmi va fatto un ragionamento chiaro. La fedeltà non è qualcosa che può risolversi con un articolo di giornale, ma va dimostrata nel tempo, che si lega al lavoro effettivamente svolto con questo o con quello (leggi la Giunta regionale; ndr) e al lavoro che resta da fare. Di una cosa sono convinto: non ci possiamo permettere due o tre candidati alla segreteria come sta avvenendo a livello nazionale». Sulla candidatura di D'Alfonso, Cesarone si è detto convinto che, se venisse meno, è molto probabile che i Ds ne proporrebbero una propria. «D'Alfonso e Ginoble sono entrambi in pole position, ma tutto dipenderà dalle scelte di Marini, Lolli e dello stesso Del Turco».



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