Data: 06/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
I tassisti sfidano i colleghi pescaresi. Proteste dopo la decisione di impedire l'accesso all'aeroporto d'Abruzzo

MONTESILVANO. La pattuglia è piccola, ma agguerrita. Sette, contro i quaranta di Pescara, che adesso accusano di non rispettare le regole. Il giorno dopo la decisione di multare i tassisti provenienti dai Comuni diversi da Pescara e San Giovanni Teatino che entrano nel perimetro dell'aeroporto, i tassisti di Montesilvano insorgono: «Va bene» dicono, «ma allora quelli di Pescara non possono venire a caricare nella nostra città».
A protestare contro il comportamento dei colleghi è il presidente dei tassisti di Montesilvano Antonio Viola: «D'accordo con la normativa del direttore dell'aeroporto, ma parlano proprio i pescaresi, che sono i primi a non rispettare le regole perché vengono continuamente a caricare a Montesilvano, mentre la legge quadro prevede che la corsa debba iniziare nel Comune di appartenenza». La guerra del tassametro, dunque, non accenna a spegnersi. E mentre i tassisti pescaresi ottengono che gli «abusivi» presenti nello scalo aeroportuale vengano multati, i montesilvanesi chiedono all'amministrazione comunale «maggiori controlli da parte della polizia municipale su chi sconfina a Montesilvano». Non solo: «Chiederemo al presidente della Regione la revoca del provvedimento che ci vieta di entrare in aeroporto». Lasciano, però, la porta aperta al dialogo: «Noi abbiamo sempre chiesto a Pescara un patto di reciprocità, perché potessimo lavorare insieme sui territori dei due Comuni». Adesso Viola vuole più attenzione da parte dell'amministrazione, con cui il dialogo è già avviato: «Le colonnine hanno vent'anni e non funzionano, ma soprattutto sono necessari un numero di cellulare attivo 24 ore su 24 per il servizio notturno, che dovrebbe fare il sindaco, l'aggiornamento delle tariffe e quello del regolamento del 1977».

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