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PESCARA. Il referendum sul Piano della mobilità, il primo della storia di Pescara, costerà alla città 150mila euro. Il Comune spenderà 130mila euro, i fronti del Sì e del No altri 15-20mila. Ma quest'ultima cifra potrebbe aumentare. I due comitati stanno organizzando delle campagne elettorali in piena regola, con tanto di sedi, volantini e pubblicità ovunque. La città è già tutta tappezzata di manifesti. Il voto sul traffico è diventato praticamente un test per l'amministrazione comunale. QUANTO COSTA. Finalmente si conoscono i dati sui costi del referendum voluto dal centrodestra per abolire il Piano traffico. Il Comune spenderà 130.000 euro, di cui 14.720 per pagare gli stipendi agli scrutatori; 25.000, per le schede e la cancelleria; 30.000, per l'ufficio elettorale; 25.000, per propaganda e allestimento seggi; 10.000 per gli straordinari dei vigili urbani che dovranno svolgere la vigilanza; 21.000, per altre competenze per il personale; 4.280, per gli imprevisti. Ci sono poi le spese dei comitati. «Non dovremmo sborsare più di 4-5mila euro» dice l'assessore al traffico, Armando Mancini, che guida il fronte del No «questi soldi, che verranno stanziati dai gruppi del centrosinistra, serviranno per pagare la tipografia, perché faremo solo manifesti e volantini. Forse, ci sarà qualche assemblea pubblica. Ma non avremo sedi elettorali e non prevediamo nemmeno di comprare la pubblicità su giornali e televisioni, a meno che il fronte del Sì non alzi il tiro». Il comitato per il Sì conta, invece, di spendere il doppio. «Abbiamo preventivato 10mila euro» afferma il coordinatore provinciale di An, Lorenzo Sospiri, tra i promotori del referendum «I gruppi regionali, provinciali e comunali del centrodestra si autotasseranno per comprare manifesti e volantini». Il fronte del Sì ha già aperto una prestigiosa sede elettorale nell'ex negozio di scarpe Magli, in corso Umberto. Inaugurerà altre due nei prossimi giorni, in viale Marconi e via di Sotto. «Ma tutti i locali sono stati concessi gratuitamente», rivela Sospiri. AL VOTO TRA 13 GIORNI. Il 23 settembre i pescaresi che si recheranno alle urne per il primo referendum della storia della città. Si voterà come se fosse un'elezione: il centrosinistra schierato per il No e il centrodestra per il Sì. TEST PER LA GIUNTA. Siamo già entrati da giorni nel clima referendario. Sabato scorso il sindaco, Luciano D'Alfonso e l'assessore al traffico, Armando Mancini, hanno distribuito per strada volantini per invitare i cittadini a votare no per mantenere in vita il Piano traffico. Questo fa capire l'importanza di questo referendum. Per l'amministrazione, si tratta di un atto di democrazia. Ma per i partiti della Casa delle libertà è molto di più. Se il fronte del Sì dovesse vincere, il Polo chiederà la testa della giunta. |