Data: 12/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Angeletti: neppure il Parlamento riuscirà a cambiare quell'intesa

ROMA Affari di casa Cgil. Se a Luigi Angeletti chiedi cosa pensi dello strappo della Fiom, replica con un semplice, non compromettente, «io sono il segretario della Uil, non della Fiom». Anche se poi qualcosa si fa scappare.
Va bene, ma la bocciatura potrà rimettere in discussione l'intesa di luglio?
«Innanzi tutto diciamo che non c'è alcun punto di quell'intesa che se venisse abrogato migliorerebbe le condizioni delle persone. Ma le peggiorerebbe. Preciso poi chee questa volta non c'è stato alcuno scambio. Affermo, infine, che se quell'intesa non fosse stata raggiunta, si tornerebbe alla situazione attuale che è un po' peggiore».
Lei ritiene che i lavoratori la pensino come lei?
«Proprio perchè l'accordo di luglio migliora le loro posizioni, ritengo che ci sarà il consenso della gente. Quell'accordo aumenta le pensioni per i giovani e non era mai accaduto. Per la prima volta inoltre abbiamo ottenuto che sugli aumenti negoziati nei contratti aziendali si paghino meno tasse. Aggiungo che ogni accordo che si stipula tra governo e sindacati non è negoziabile, anche perchè le trattative eterne non esistono in natura. Se vuole, posso essere ancora più chiaro: di quell'accordo non si tocca una virgola».
Però c'è il Parlamento che potrebbe farlo.
«E' ovvio che il Parlamento è sovrano, ma devo constatare che nel Parlamento italiano non esiste alcuna maggioranza che possa sostenere una eventuale modifica. Quindi, qualunque correttivo dovesse essere apportato, sarebbe contrastato dalla destra o dalla sinistra. Se le Camere si troveranno di fronte a un testo approvato da milioni di lavoratori e pensionati, non avranno altra alternativa che confermarlo. E sfido chiunque a dimostrare il contrario di ciò che sto dicendo».
Ma quello che avvenuto nella Fiom e, dunque, nella Cgil non potrebbe spingere la segreteria confederale a proporre la revisione di quell'intesa?
«A mia memoria non è mai accaduto che un accordo venisse rinegoziato. Gli accordi vanno soltanto accettati o respinti».
Lei, insomma, è sicuro che Epifani non chiederà neppure una limatura di quell'intesa?
«Sono sicuro, e lo ripeto, che quell'intesa non si può rinegoziare. E dunque la Cgil la può soltanto accettare o respingere. Non esistono alternative».
Il voto della Fiom, in prospettiva, potrà far cambiare la strategia politica della Cgil e, di conseguenza,far mutare i rapporti con gli altri sindacati?
«Non lo so. Francamente è una opportunità alla quale non ho pensato. O meglio, non ho ancora avuto tempo di pensare. Anche se ritengo personalmente che questo rischio non ci sia».
Si aspettava comunque la bocciatura della Fiom?
«Sì. Anche perchè hanno sempre detto come avrebbero votato».
Intanto, tra pochi giorni, il sindacato dovrà nuovamente confrontarsi con il governo sulla finanziaria. C'è già un pacchetto di richieste?
«Il pacchetto, nella sostanza, è pronto. Contiene, al momento, due sole richieste: il miglioramento delle retribuzioni per i lavoratori dipendenti e la costituzione di un fondo per i non autosufficienti».

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