Data: 12/09/2007
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Pendolari peligni, ancora altri tagli sulla Pescara Roma

Lavoratori e studenti pendolari peligni saranno privati di un altro treno, il Pescara-Roma, in partenza alle 14.10 dallo scalo ferroviario del capoluogo adriatico. Infatti l'ipotesi di soppressione del convoglio sarebbe allo studio della Direzione regionale di Trenitalia che in questi giorni prepara il nuovo orario ferroviario invernale in vigore dal 9 dicembre. La sola diffusione della voce sull'ipotetica soppressione del treno, circolata da pochi giorni, ha suscitato subito l'allarme e la protesta dei pendolari. Nel caso che Trenitalia traducesse in scelta concreta quella che per ora resta solo un'ipotesi centinaia di lavoratori e studenti peligni e dell'Alta Valpescara sarebbero costretti a rinviare di una mezzora abbondante la partenza dal capoluogo adriatico. Il treno utile, successivo a quello delle 14.10 che verrebbe cancellato dal nuovo orario, sarebbe quello in partenza da Pescara alle 14.38 destinato ad arrivare nella stazione del capoluogo peligno solo intorno alle 16. Ma anche altre sarebbero le cancellazioni allo studio dei dirigenti regionali di Trenitalia. Stando alle solite indiscrezioni trapelate dagli uffici della Direzione regionale di Trenitalia sarebbero a rischio anche i convogli in partenza da Sulmona per Pescara alle 5.10, il primo treno della giornata ed in partenza da Pescara per Sulmona alle 21.50, l'ultima corsa utile dal capoluogo adriatico. Il disagio e il malcontento degli utenti delle Ferrovie sarebbero destinati a crescere, deludendo anche questa volta le legittime attese di un rilancio concreto del servizio sulla tratta ferroviaria Sulmona-Pescara, da sempre evocato e promesso e probabilmente rinviato all'infinito. Il declino costante delle ferrovie interne del resto è già avvertito per effetto di altri segnali. Il depauperamento di personale in servizio nella stazione ferroviaria sulmonese e lungo la stessa linea Roma - Sulmona - Pescara, la cattiva igiene di numerosi treni, i ritardi accumulati in numerose corse, il funzionamento a singhiozzo delle macchinette obliteratrici nelle stazioni lungo la linea e perfino l'assenza di un bar nella stazione ferroviaria sulmonese sono indice di uno stato di degrado che non fa presagire tempi migliori, aumentando disaffezione e allarme troppo spesso ignorati.

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