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SCONTRO sui conti di Ami, la società per le manutenzioni recentemente scorporata da Amt e tra l'altro sulla via del ritorno alla "casa madre", vista la paventata retromarcia del Comune. Oggetto del contendere è il deficit di bilancio, che secondo il sindacato ammonta a diciotto milioni di euro e non a venti milioni come ha comunicato il Comune. Lo ha sottolineato ieri il segretario generale della Filt-Cgil della Liguria, Guido Fassio, rimarcando in una nota che «i lavoratori di Ami hanno in questi anni aumentato la produttività, ridotto gli organici e avviato l'iniziativa di sviluppo». «Come Filt-Cgil - afferma ora Fassio - rivendichiamo una volta per tutte completa chiarezza sui conti di quest'azienda, fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale, con un piano industriale e un programma di rientro economico previsto per il 2011 condiviso esclusivamente dalla giunta e dal consiglio comunale». «Il sindacato - conclude il segretario Filt-Cgil - rifiuta la logica che porta a far pagare il conto solo ai lavoratori. E rifiuta di accettare il balletto delle cifre. Perché un milione e cinquecento mila euro di differenza per noi, ossia per i dipendenti, hanno voluto dire una riduzione di quaranta lavoratori. La discussione in questo modo è inaccettabile, chiediamo chiarezza e serietà». Presto l'incontro con giunta e vertice aziendale. |