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Pacchi di lettere pronte per essere spedite a tutti i pescaresi. Votanti. Il mittente? Il sindaco il quale, tutt'altro che distratto dalle vicende del Pidì, ha preso carta e penna per invitare i cittadini a votare no al referendum sul Piano traffico. Un intervento di peso che s'inserisce all'interno di un confronto tra il comitato del sì e del no che non voleva essere politico ma che in realtà lo è sempre stato, sin dall'inizio. Adesso con un netto sbilanciamento a favore del no alla revoca del Put. Il primo cittadino scende in campo per sostenere quello strumento tanto contestato dai commercianti e dal centrodestra, e così strenuamente difeso da Mancini e dal resto della maggioranza. E se da un lato D'Alfonso minimizza sul valore della consultazione referendaria, dall'altro non perde tempo e prepara una lettera per i pescaresi chiamati al voto domenica 23 settembre. La missiva è una difesa in toto del Put. Scrive il primo cittadino: «Il piano traffico è una delle conquiste che abbiamo realizzato in questi anni per migliorare la qualità della vita a Pescara, in uno sforzo che sta dando importanti frutti. Chiunque osservi la città non potrà fare a meno di riconoscere che oggi è più bella e soprattutto più vivibile. Perché tornare indietro?». Altro che chiacchiere: il referendum è un vero e proprio test per il governo di centrosinistra che potrà tastare il polso dell'elettorato ed esultare nel caso in cui i no prevalessero sui sì, e per il centrodestra che tenterà di dare la spallata al governo, usando l'esito delle votazioni, in caso favorevole, come arma nella campagna elettorale di primavera. La lettera prosegue elencando gli interventi inseriti nel piano traffico: le rotatorie, «il piano ne prevede 18 e ne sono state realizzate già 15 con una sensibile riduzione degli incidenti stradali e delle code, un sistema di sensi unici che rende il traffico più fluido, corsie preferenziali per i mezzi pubblici, (la corsia preferenziale di via De Gasperi con accesso diretto all'area di risulta ha decongestionato corso Vittorio Emanuele di 400 passaggi bus al giorno), incremento delle piste ciclabili e servizi a favore di chi usa la bicicletta (dieci chilometri di piste ciclabili e 2000 posti bici in città), una zona a traffico limitato nel centro cittadino, parcheggi di interscambio serviti da bus-navetta a nord, sud, ovest del centro urbano». Ma c'è chi dissente. Pur tra gli elettori di D'Alfonso, come Giuseppe Baldonieri. «L'attuazione di sensi unici, chiusure di strade e inversione di sensi unici preesistenti non ha fatto altro che creare confusione e disagi all'utenza che viene da fuori, ma soprattutto ai residenti. Penso al senso unico introdotto a via Bardet, perfettamente inutile che non fa altro che creare ogni giorno situazioni di pericolo perché quasi nessuno lo rispetta». Un piano tutto da rifare tuona Baldonieri che rivolgendosi al sindaco dice: «Magari la prossima volta, invece di affidarsi a sedicenti esperti del settore provenienti da altre regioni d'Italia convochi i cittadini, senta cosa pensano e poi agisca di conseguenza». Proseguono intanto gli appuntamenti del comitato del sì e del no con la cittadinanza. Oggi il comitato del sì incontrerà alle 16 i cittadini in via Muzii, viale Bovio, via Raffaello, mentre quelli del no si ritroveranno alle 18 all'Auditorium del II Circolo didattico. |