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A Dublino «incontro positivo». Ma i sindacati rimangono critici ROMA Parte la trattativa tra Sea e Ryanair. Ieri a Dublino ha avuto luogo l'incontro, annunciato la vigilia, tra le due delegazioni. «E' stato di natura esplorativa ha affermato un comunicato della società aeroportuale milanese ma ritenuto da entrambi le parti produttivo e proficuo». E' dunque previsto un seguito «nelle prossime settimane quando i dirigenti Sea e Ryanair si incontreranno per approfondire le tematiche emerse durante il faccia a faccia odierno». Anche Ryanair ha definito «positivo» l'incontro precisando con finchè dura la trattativa non saranno rilasciati commenti. Come si sa, Ryanair ha offerto a Sea 1 miliardo di dollari per "rimpiazzare" Alitalia sugli scali di Malpensa e Orio al Serio. La compagnia low cost ritiene però costosi gli scali Milanesi e ha chiesto prezzi più bassi promettendo uno sviluppo che porterà a triplicare gli attuali passeggeri. Se cala il silenzio sulla trattativa, è forte il rumore della polemica che continua a circondare il piano Alitalia. Ieri il presidente della Regione, Formigoni ha scritto una lettera a Prodi con la quale chiede di poter partecipare, con voto solamente consultivo, ad una prossima riunione del consiglio dei ministri per chiedere conto al governo della situazione. Secondo Formigoni, infatti, è «inaccettabile» il silenzio dell'esecutivo sulla decisione di Alitalia di chiudere 150 tratte su Malpensa. Secondo il governatore ciò procurerà un danno di 15 miliardi l'anno alla Lombardia. Mentre il Parlamento si prepara ad accogliere il presidente di Alitalia Maurizio Prato che, il 20 settembre illustrerà in Senato le linee guida del piano, al Comune di Milano si affilano le armi in vista della riunione del consiglio di martedì che sarà dedicata interamente alla discussione su Malpensa. Interventi contingentati e intervento del sindaco: è già previsto, ha detto il presidente del consiglio comunale Palmeri, che siano votati degli ordini del giorno e non è escluso che «dal confronto emergano posizioni unitarie». A tutti ha risposto il ministro per lo Sviluppo Bersani: «Comincia a piacermi il fatto che bisogna ragionare, quando si parla di infrastrutture, in termini di mercato e non in termini di politiche protezionistiche che oggi non sono possibili». Bersani fa notare poi che non è possibile dire che «Alitalia è una compagnia da liquidare» e contemporaneamente che «Alitalia dovrebbe risolvere i problemi dello sviluppo di Malpensa». Di qui l'invito a «scegliere una delle due cose, perchè tutte e due assieme non ci possono stare». I sindacati restano critici sull'ipotesi irlandese che - a loro giudizio - non risolverebbe i problemi del lungo raggio. E Claudio Claudiani (Fit-Cisl) ha ieri sollecitato il governo a fare immediata chiarezza. |