Data: 15/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«La parola di Marini non si discute» Il ruggito della Margherita: «Il nostro candidato è D'Alfonso. Ginoble? Peccato»

PESCARA - Una prova di forza. Più che una conferenza stampa quella di ieri è stata una convention, una conta, un happening dei quadri margheritini, quasi tutti per l'occasione, in abito scuro e prime cravatte di stagione. Onorevoli, consiglieri regionali, coordinatori provinciali e amministratori comunali con l'obiettivo comune di dare un segnale forte di massima unità intorno alla candidatura di Luciano D'Alfonso alla segreteria del Pd abruzzese, giurare fedeltà assoluta a Franco Marini, e far apparire come blasfema o quantomeno isolata la candidatura dell'assessore regionale Tommaso Ginoble. Un segnale a Del Turco e ai due assessori "mazzobliani" che hanno "osato" opporsi all'ultima parola del presidente del Senato. Oltre a D'Ambrosio, Teodoro, Coletti e ai segretari provinciali di Chieti e Pescara (Verini dall'Aquila ritardatario) erano in tanti nella sede regionale del partito, a Pescara: D'Alessandro, Gallerati, Fidanza, Fornarola, Giammorretti, tanto per fare qualche nome. L'incontro nella sostanza ha confermato quanto anticipato dal segretario regionale D'Ambrosio al Messaggero dopo il vertice capitolino con Marini, e che cioè «il candidato ufficiale della Margherita è Luciano D'Alfonso», ma nella forma ha il sapore di una sfida lanciata al governo regionale in vista delle primarie del 14 ottobre. L'attacco più duro è arrivato da Chieti, con il presidente della Provincia Coletti a sottolineare che «mai prima d'ora la parola di Marini era stata messa in discussione. Con Ginoble, al quale faccio gli auguri, abbiamo cominciato insieme nel '93. Mi dispiace che sia stato lui ad opporsi a Marini. Che peccato. Noi abbiamo il potere del consenso ed è a questo che rendiamo conto. Di altri poteri non vogliamo sentire parlare e se esiste un'istituzione, una Giunta, questa esiste in virtù della politica e non per poteri soprannaturali». Più misurato D'Ambrosio, nelle vesti di alter ego di Marini: «Il nostro candidato ufficiale, D'Alfonso, lo abbiamo scelto. Ringrazio pubblicamente i Ds che hanno rispettato la nostra scelta, permettendo al nuovo partito, che in Abruzzo raggiungerà il 40% dei consensi, di nascere nel modo giusto. Non mancherà il nostro sostegno leale alla Giunta, e del resto era uno dei punti dell'accordo condiviso dallo stesso Ginoble come condizione per la candidatura unica di D'Alfonso». Maurizio Teodoro, capogruppo della Margherita in Consiglio regionale: «La candidatura di Ginoble è legittima, siamo in democrazia. Ma il risultato, certamente, sarà favorevole a D'Alfonso. Questa Giunta sta lavorando bene. E' nostro dovere fare in modo che possa continuare a farlo». Assente "giustificato", il presidente del Consiglio Roselli, impegnato ad organizzare l'accoglienza a Bertinotti. Assente anche D'Alfonso, bloccato da un'indisposizione ma già al lavoro per preparare la macchina da guerra delle primarie.

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