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ROMA. No dei sindacati e perplessità nel governo al piano del ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais che prevede di prepensionare tre dipendenti pubblici in cambio di un'assunzione. Il piano dovrebbe far risparmiare subito 500 milioni di euro all'anno. E casomai l'uscita abbia suscitato qualche perplessità per il taglio drastico dell'occupazione pubblica, indipendentemente dal settore in cui un impiegato sia stato assunto, il ministro ieri ha precisato: «Si prevedono esodi incentivati per avviare verso la pensione gli impiegati sopra i 60 anni che dovrebbero ottenere un paio di annualità come spinta. Si tratta di incentivare un processo di svecchiamento da parte delle amministrazioni locali». Questo piano, aggiunge Nicolais, che non è legato ad una congiuntura, ma «porterà ad una riduzione permanente delle piante organiche», sarà possibile «grazie al processo di informatizzazione che consente di avere meno occupati». Il ministro della Funzione pubblica ha allo studio anche «un blocco dei contratti a tempo determinato, in modo da aprire le assunzioni, fare i concorsi, eliminare il precariato». Applausi solo dalla Confindustria, per ora, nella persona del presidente della Federmeccanica Massimo Calearo il quale sostiene che «è un'operazione che va nella giusta direzione. Si tratta di un'operazione numerica, un rapporto di tre a uno, l'importante è che quell'uno sia di qualità». I dubbi attraversano la maggioranza. Il ministro del Welfare Cesare Damiano trova l'uscita un po' estemporanea. «Non mi occupo della pubblica amministrazione» ha commentato «ma ci sarà un confronto con le associazioni sindacali. La concertazione sarà rilanciata anche in questo settore e ci sarà un confronto con i sindacati». Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha ricordato solo che il «piano deve essere sottoposto all'esame del parlamento». I sindacati hanno espresso la loro avversità alla proposta a stretto giro di posta. Luigi Angeletti (Uil) risponde così: «Non vediamo perché bisogna fare un'operazione di prepensionamenti dopo che abbiamo fatto una riforma per allungare l'età da lavoro». Il segretario sostiene che quando si parla di incentivi ai prepensionamenti, è molto difficile valutare i risparmi immediati: «La prima cosa da fare sarebbe quella di ridurre collaboratori e consulenti che sono troppi e far lavorare con efficienza i dipendenti pubblici. Quello che è più importante nella pubblica amministrazione è l'efficienza e la qualità del lavoro». Raffaele Bonanni (Cisl) fa notare che sugli incentivi al merito si è tanto parlato, ma dal governo non è venuta una sola proposta. «È molto sgradevole che si parli di rottamazione» ha aggiunto. I sindacati hanno chiesto un incontro con il ministro che avverrà martedì. Si tratta di due milioni e duecentomila dipendenti tra statali, enti locali, sanità e scuola che hanno situazioni diverse come spiega Salvatore Bosco, segretario generale della Uil. E Carlo Podda (Cgil-statali) nota che la sanità «ha delle carenze croniche di personale, mentre in altri comparti si può discutere come intervenire». |