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L'assessore al traffico difende il piano traffico nell'assemblea alla sala De Cecco
Il piano traffico non si tocca. Se c'è la crisi del commercio, questa non dipende dallo strumento perfetto messo a punto dall'assessore al traffico Armando Mancini e dall suo staff. E' lo stesso Mancini che, ieri pomeriggio, in una assemblea amministrativo-politico-partitica, ha difeso la sua creatura. In prima fila consiglieri e giunta che, nonostante il sabato pomeriggio, erano presenti come da ordine del sindaco, e già loro bastavano riempire l'auditorium De Cecco di piazza Unione dove si è svolto l'incontro a difesa del put con l'invito a votare "no" all'abrograzione del piano traffico al referendum di domenica prossima. Una stoccata, Mancini, l'ha riservata ad Ezio Ardizzi, «i dati sugli esercizi commerciali nel centro città ce la ha forniti la Confcommercio - ha detto Mancini - spero che Ardizzi non ci contesti pure questi». Poi, l'assessore, ha sostenuto che bisogna scoraggiare l'afflusso delle auto in centro perché non ci sono parcheggi: con l'istituzione dei sensi unici se ne recupereranno parecchi. «Chi parcheggia usufruisce di un bene che costa: asfalto, strice, segnaletica - ha precisato l'assessore al traffico - quindi bisogna che chi viene da Serramonacesca o Lettomanoppello paghi». Il riferimento al paese d'origine del sindaco D'Alfonso, presente e reduce da un 'influenza, era ovviamente, del tutto casuale. «La crisi del commercio non è colpa del piano traffico - ha aggiunto Mancini - lo sappiamo tutti. Occorrerebbe un giorno intero per spiegarne i motivi che tutti conosciamo», forse un avviso sibillino agli stessi commercianti. Sul costo dei posteggi «non è vero che a Pescara si paghi tanto - ha aggiunto Mancini che, microfono in mano, illustrava un fiume di dati alla sonnecchiante platea -. A Chieti e L'Aquila si pagano 5 euro al giorno». Non è un caso che l'assessore abbia citato due città che non hanno una spiccata vocazione commerciale: minor appeal, maggiori oneri, come dire che qui non ce la passiamo male. Comunque, sono stati ribaditi gli obiettivi che il piano di propone. «Il put è un obbligo di legge e noi siamo l'unica città abruzzese a dotarsene - ha specificato Mancini -. Dobbiamo favorive la viabilità ciclopedonale che non inquina, il trasporto collettivo e la circolazione veicolare: la via più breve non è quella più veloce. Il centrodestra cita dati ed argomenti fuorvianti. Il put è un obbligo di legge e noi intendiamo andare avanti. Potevano pensarci loro cinque anni fa». Sul fronte del sì si muove anche l'associazione Dire Pescara, il club dei giorani imprenditori e professionisti guidato da Guerino Testa, che domani alle 19 incontrerà (sede di via de Amicis 112) il presidente di Confcommercio Ezio Ardizzi per studiare iniziative comuni. |