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Le primarie del Partito democratico. Coltello tra i denti tra i sostenitori di D'Alfonso e di Ginoble, lunedì cabina di regia. No agli assessori L'AQUILA - Correranno insieme, stessa lista stesso obiettivo, uniti per Veltroni, divisi per D'Alfonso. Uno capolista ad Avezzano l'altro all'Aquila. Ottaviano Del Turco e Franco Marini saranno tutti e due candidati nella lista nazionale del Partito democratico: margheritini e diessini abruzzesi hanno offerto ieri la candidatura al presidente del Senato nella lista per Veltroni, e lui ha detto sì. Correrà insieme a Del Turco ma da Del Turco si dividerà per l'elezione del segretario regionale: Marini schierato con D'Alfonso, il presidente della Regione con l'assessore diellino Tommaso Ginoble. Si riunirà lunedì la cabina di regia per stabilire capilista, uomini e donne da schierare nella lista nazionale. E non è escluso che possano nascere liste di affiancamento, per non far entrare in rotta di collisione gli uomini di Del Turco-Ginoble e i mazzobliani con quelli di D'Alfonso. Un nodo da sciogliere sarà anche la candidatura di Lamberto Quarta, segretario generale della Regione e fedelissimo di Del Turco, che si potrebbe ritrovare così anche lui in lista in compagnia dei candidati di D'Alfonso. Ma nello statomaggiore del nuovo Partito democratico nazionale non ci sarà l'ex segretario regionale della Margherita Bernardo Mazzocca. Coltelli tra i denti, dichiarazioni al veleno, veti incrociati: le due anime della Margherita spaccate da Del Turco in questi giorni si sfidano a colpi bassi, Mazzocca si lamenta di un veto messo da D'Ambrosio sul suo nome, forse con l'avallo di Marini in persona. «Niente di tutto questo - spiega il segretario della Margherita - Nessun veto e tantomeno con l'avallo di Marini: la cabina di regia ha semplicemente stabilito un criterio, che è quello di non candidare gli assessori». Quindi Mazzocca non ci sarà. In ogni caso gli sfidanti lunedì dovranno mettersi intorno a un tavolo, perchè l'ordine delle liste, i capilista e i collegi da affidare a sei uomini e cinque donne dovranno essere concordati anche con i socialisti di Del Turco. E gioca in difesa in questi giorni l'area ginobliana. Da Teramo si fa sentire il segretario della Margherita Giuseppe Di Luca, non ci sta a fare la parte di quello che in direzione regionale ritira la candidatura di Ginoble e poi ci ripensa: «Da qualche giorno D'Ambrosio ha abdicato al suo ruolo di segretario della Margherita per assumere quello di "parte"». Per Di Luca, la proposta di Marini per essere accettata, «prevedeva tre punti e doveva essere verificata in ordine alla sua praticabilità», e uno dei tre punti era la presidenza dell'assemblea a Del Turco. «Quello che sorprende è l'accanimento ingiustificato in ordine alla pluralità delle proposte politiche, che in altre regioni viene salutata come momento di democrazia e in Abruzzo relegata al ruolo di scelte peronali». Insomma, la candidatura di Ginoble è venuta, precisa Di Luca, «dalla richiesta di molti amministratori locali che si riconoscono in un certo modo di fare politica; a D'Ambrosio che oggi attraversa un momento di difficoltà che la psicologia chiama sindrome di Stoccolma, ricordo che coraggio e coerenza sono doti intere, e gli auguro di superare questa fase di tensione affinchè si possa confrontare nel Pd in maniera più libera». |