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AVEZZANO. Caccia aperta a chi "viaggia a sbafo" sui treni, categoria molto fiorente in Abruzzo, dove la percentuale dei "furbi" è una delle più alte d'Italia, con picchi da record nella Marsica, Valle Roveto in testa. Il popolo dei "Marsi" guida la classifica insieme ad altre sette città. Ed è proprio qui che oggi, giorno di lotta all'evasione tariffaria nazionale delle Ferrovie, entrerà in azione una task force per contrastare il fenomeno. Una vera e propria piaga. L'evasione tariffaria su scala nazionale, infatti, crea una voragine nelle casse della società: 70 milioni di euro l'anno. Somme che sarebbero utili all'azienda per l'adeguamento di mezzi o l'acquisto di nuovi treni, fornendo così un servizio più soddisfacente per gli utenti, soprattutto quelli che pagano regolarmente il biglietto o l'abbonamento. Per rendergli la vita, o meglio il viaggio difficile, quindi, le Ferrovie danno un giro di vite, contro l'evasione adottando una politica di rigore nei controlli e di inasprimento delle sanzioni a chi viaggia senza biglietto o con il tagliando non convalidato. Operazione messa in cantiere con successo già da gennaio in alcune regioni, dove si è registrato un aumento nelle vendite di biglietti del 7% rispetto allo stesso periodo del 2006. Ora la rete dei controlli si allarga, puntando soprattutto ai territori a più alta evasione, mentre le multe sono schizzate in alto con punte di 500 euro. Operazione che torva in perfetta sintonia la Cgil. «Il fenomeno dell'evasione tariffaria particolarmente fiorente nella Marsica va combattuto», afferma il segretario provinciale della Filt-Cgil, Gaetano Iacobucci, «l'iniziativa delle Ferrovie va nella giusta direzione, anche per rispetto di chi paga regolarmente il biglietto». |