Data: 19/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Coprite il deficit o su le tasse» Il governo dà l'ultimatum: 57 milioni entro l'anno

L'AQUILA. La Regione Abruzzo è davanti ad un bivio che porta a una strada senza ritorno: o ripiana subito il disavanzo di 57 milioni di euro sulla spesa sanitaria del 2007, oppure il Governo, per coprire la somma, imporrà un ulteriore aumento di Irap ed Irpef, già portati al limite massimo. E in caso di mancato rispetto degli impegni previsti nel piano di risanamento sancito con il Governo nazionale, lo Stato non erogherà le somme bloccate per gli sforamenti non coperti fino al 2006, tra l'altro già impegnati per sanare il deficit 2000-2006. Oltretutto un Abruzzo inadempiente potrebbe dire addio a qualsiasi speranza di sostegno straordinario chiesto al presidente del Consiglio Prodi dal presidente della Giunta Del Turco.
L'aut aut è giunto dai rappresentanti dei ministeri dell'Economia e della Sanità ieri nel corso dell'incontro per la seconda verifica sullo stato di attuazione del piano di risanamento che naturalmente ha visto la Regione"rimandata". Il futuro è nelle mani della rissosa maggioranza di centrosinistra. Se non si vuole attivare una catastrofica reazione a catena che non potrà che concludersi con il dissesto finanziario, si dovrà adottare in tempi brevi una manovra di bilancio (da licenziare in Giunta e in Consiglio) che preveda la copertura del debito sanitario di 57 milioni di euro, attraverso l'iscrizione della somma nel bilancio di quest'anno. E la parola d'ordine per centrare il difficile obiettivo è drastici tagli alla spesa: infatti, si tratta di trasferire 57 milioni euro riservati a scopi di sviluppo e ad attività generali sul capitolo della sanità. E l'unica strada sono i tagli e anche molto decisi: in tal senso torna a rischio la cosiddetta legge Omnibus, approvata il 3 agosto dal Consiglio regionale. Una legge sulla quale è in atto un duro braccio di ferro tra Giunta e Consiglio. Ma quei 18 milioni di euro potrebbero risultare determinanti: infatti, la Giunta regionale come comunicato dall'assessore regionale al bilancio D'Amico nel summit di maggioranza di lunedì ha formulato una ipotesi di tagli che porta al recupero di 35 dei 57 milioni di euro. «Il ministero ci ha chiesto di rientrare subito. Dobbiamo recuperare le risorse con altri tagli», ha detto D'Amico anche tra quelle impegnate nell'Omnibus. «La battaglia con la mia lettera di agosto era relativa ai vincoli del piano di risanamento approvato dal Consiglio regionale. Spero che lo stesso Consiglio si faccia carico di trovare con la Giunta le risorse per risanare la sanità fino al 2009. Nel 2010 si aprirà un nuovo corso a partire dalla riduzione della tasse». Come deciso nella riunione di lunedì disertata dalla Margherita, l'assessore D'Amico nel giro di una settimana proporrà modifiche alla Omnibus. Un confronto serrato ci sarà nel seminario della maggioranza in programma il 26 settembre a Città Sant'Angelo. Il fronte sui conti con il Governo si è aperto perché l'amministrazione regionale ha iscritto in bilancio una cifra inferiore di 86 milioni all'importo stabilito dal Governo sulla spesa sanitaria che è di circa 2 miliardi e 46 milioni di euro, circa 80% dell'intero bilancio. La Giunta ha trovato il modo di coprire 29 milioni. Sui 57 la "caccia" continua.
Berardino Santilli

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