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Una conferenza stampa per ribadire le ragioni del no e per annunciare un comitato di saggi coordinato dal professor Fioritoni, con 36 autorità della sanità e dell'ambiente, a sostegno dell'attuale Pano traffico cittadino. I capigruppo di maggioranza a Palazzo di città hanno fatto quadrato ieri attorno all'assessore Armando Mancini per difendere le scelte dell'amministrazione comunale in tema di viabilità. Al tavolo, Michele Di Marco, Ugo Zuccarini, Davide Pace, Vincenzo Dogali, Enzo Imbastaro, Paola Marchegiani, Viola Arcuri, Glauco Torlontano e Roberto Carulli, e con loro anche l'assessore Moreno Di Pietrantonio. Nelle stesse ore, il sindaco D'Alfonso faceva volantinaggio in via Italica. Alta tensione, segno che l'appuntamento referendario sarà pure consultivo ma il peso specifico politico è altissimo. Il Piano traffico è ormai diventato un pretesto per uno scontro tra fronte del sì e fronte del no: lo si capisce dal dialogo tra sordi con posizioni fondate su dati discordanti, e lo dimostra il fatto che Mancini ieri abbia speso fiumi di parole per smontare e smentire le tesi dell'opposizione: «E' falso che alle urne ci sia rischio di brogli, anzi i controlli li farà la commissione con il fronte del sì - ha tuonato -. E' falso che i parcheggi a pagamento saranno ottomila, ma solo 1100 in più degli attuali. E' falso che i commercianti saranno danneggiati: al contrario, il continuo ricambio della sosta nella Ztl del centro favorirà l'affluenza della clientela. E' falso che i residenti saranno penalizzati: chi ha il garage non paga nulla in Ztl. La prima auto sosta gratis in zona blu e per la seconda si pagheranno dieci euro al mese: se trovate dove si paga meno, rimborso i soldi» ha attaccato il grintoso assessore, fortemente deciso «a trasformare Pescara in una città del nord per efficienza della viabilità». Ecco allora i dieci chilometri di piste ciclabili, ecco i nuovi parcheggi di scambio, per 480 posti all'antistadio e 400 alle Naiadi (Caldora): «Si pagherà un euro per dodici ore e compreso nel prezzo c'è il biglieto di andata e ritorno col bus navetta, già concordato con la Gtm». Mancini ha anche snocciolato i dati sui flussi di auto su viale Marconi e sulla riviera sud con la rampa chiusa: «La riviera ha assolto in pieno il suo compito e ha alleggerito di molto il traffico e l'inquinamento su viale Marconi, senza che i tempi d'ingresso in città si siano allungati: chi arriva dall'asse attrezzato passa su via Polo a senso unico e in un attimo è a destinazione». Un fiume in piena, Mancini, convinto che l'opposizione del sì stia diffondendo elementi fuorvianti e scorretti. «Non possiamo tornare indietro» dice Davide Pace di Sinistra democratica. «Non andremo a votare» gridano invece i Comunisti italiani con Sara Ranocchiaro, Marco Calvarese, Silvana Palumbi e Giuseppe Dionisio: accusano l'amministrazione D'Alfonso di non averli coinvolti sulle grandi scelte per la città e, sotto sotto, aggiungono di non condividere molti aspetti del Piano traffico. Spine della politica, appunto. |