|
Accordo tra Regione e Comune Patto tra D'Alfonso e Del Turco per il grande porto turistico
PESCARA. Il futuro di Pescara è legato al rilancio del porto. Il progetto di un nuovo scalo marittimo, che ospiterà le navi da crociera di tutto il Mediterraneo, ora diventa realtà. Un accordo tra Regione e Comune consentirà alla struttura di Pescara di decollare e di entrare in competizione con i più importanti porti della costa Adriatica. E' il sogno della città che si realizza. Ieri mattina il presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco e il sindaco, Luciano D'Alfonso, si sono ritrovati insieme, dopo un periodo di separazione per la campagna elettorale, per annunciare alla stampa l'avvio del nuovo piano regolatore portuale, lo strumento fondamentale per realizzare gli interventi di miglioramento e ampliamento che consentiranno a Pescara di accedere ai finanziamenti milionari del ministero delle Infrastrutture per lo sviluppo del porto. L'attuale piano risale addirittura al ?68. «Oggi» ha commentato Del Turco «si sigla una grande intesa dove sono assenti gelosie e guerre di campanile tra territori e che consente all'Abruzzo di viaggiare ad una sola velocità».Un risultato definito eccezionale per il capoluogo adriatico, raggiunto grazie al coinvolgimento della Regione. Del Turco ha risposto sì alla richiesta avanzata due settimane fa da D'Alfonso di una partecipazione diretta dell'amministrazione regionale alle spese per il piano regolatore portuale. Su 500 milioni di euro, 400, cioè l'80 per cento, saranno versati dalla Regione e il resto, il 20 per cento, dal Comune. «Esprimo la mia soddisfazione per la decisione di Del Turco», ha sottolineato il presidente della Provincia, Giuseppe De Dominicis. «Entro il prossimo 10 ottobre, festa di San Cetteo, vareremo il nuovo strumento, dopo un'analisi durata due anni» ha assicurato il sindaco «la direzione opere portuali del ministero delle Infrastrutture finanzierà tutti gli interventi in esso previsti, purché integrati in una visione coerente e di sviluppo dell'area». Un passaggio indispensabile per dare il via al nuovo progetto del porto, realizzato dall'università D'Annunzio, dal ministero e dal Comune - presentato due mesi fa - che prevede un cambiamento totale dello scalo marittimo. Dalla trasformazione nasceranno tre porti, uno per le navi da crociera e i traghetti, un altro per i pescherecci e il terzo per le barche da diporto. La sede del porto canale verrà spostata più a nord per dare la possibilità alle barche da pesca di entrare e uscire con maggiore sicurezza. La diga foranea, causa dell'inquinamento della costa, non servirà più e verrà quindi trasformata in un nuovo braccio del molo di levante. «Il nuovo piano» ha spiegato l'assessore all'urbanistica, Tommaso Di Biase «servirà anche per fare una valutazione di impatto ambientale delle opere che si andranno a costruire». In questo processo di trasformazione rientrerà anche la viabilità a servizio del porto. «In ballo» ha fatto presente l'assessore ai lavori pubblici «c'è il progetto di un collegamento diretto tra l'Asse attrezzato e lo scalo». «Le opere verranno realizzate sulla base di un piano adeguato» ha osservato l'assessore al mare, Riccardo Padovano «fino ad oggi non è stato così». Accordo tra Regione e Comune Patto tra D'Alfonso e Del Turco per il grande porto turistico
PESCARA. Il futuro di Pescara è legato al rilancio del porto. Il progetto di un nuovo scalo marittimo, che ospiterà le navi da crociera di tutto il Mediterraneo, ora diventa realtà. Un accordo tra Regione e Comune consentirà alla struttura di Pescara di decollare e di entrare in competizione con i più importanti porti della costa Adriatica. E' il sogno della città che si realizza. Ieri mattina il presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco e il sindaco, Luciano D'Alfonso, si sono ritrovati insieme, dopo un periodo di separazione per la campagna elettorale, per annunciare alla stampa l'avvio del nuovo piano regolatore portuale, lo strumento fondamentale per realizzare gli interventi di miglioramento e ampliamento che consentiranno a Pescara di accedere ai finanziamenti milionari del ministero delle Infrastrutture per lo sviluppo del porto. L'attuale piano risale addirittura al ?68. «Oggi» ha commentato Del Turco «si sigla una grande intesa dove sono assenti gelosie e guerre di campanile tra territori e che consente all'Abruzzo di viaggiare ad una sola velocità».Un risultato definito eccezionale per il capoluogo adriatico, raggiunto grazie al coinvolgimento della Regione. Del Turco ha risposto sì alla richiesta avanzata due settimane fa da D'Alfonso di una partecipazione diretta dell'amministrazione regionale alle spese per il piano regolatore portuale. Su 500 milioni di euro, 400, cioè l'80 per cento, saranno versati dalla Regione e il resto, il 20 per cento, dal Comune. «Esprimo la mia soddisfazione per la decisione di Del Turco», ha sottolineato il presidente della Provincia, Giuseppe De Dominicis. «Entro il prossimo 10 ottobre, festa di San Cetteo, vareremo il nuovo strumento, dopo un'analisi durata due anni» ha assicurato il sindaco «la direzione opere portuali del ministero delle Infrastrutture finanzierà tutti gli interventi in esso previsti, purché integrati in una visione coerente e di sviluppo dell'area». Un passaggio indispensabile per dare il via al nuovo progetto del porto, realizzato dall'università D'Annunzio, dal ministero e dal Comune - presentato due mesi fa - che prevede un cambiamento totale dello scalo marittimo. Dalla trasformazione nasceranno tre porti, uno per le navi da crociera e i traghetti, un altro per i pescherecci e il terzo per le barche da diporto. La sede del porto canale verrà spostata più a nord per dare la possibilità alle barche da pesca di entrare e uscire con maggiore sicurezza. La diga foranea, causa dell'inquinamento della costa, non servirà più e verrà quindi trasformata in un nuovo braccio del molo di levante. «Il nuovo piano» ha spiegato l'assessore all'urbanistica, Tommaso Di Biase «servirà anche per fare una valutazione di impatto ambientale delle opere che si andranno a costruire». In questo processo di trasformazione rientrerà anche la viabilità a servizio del porto. «In ballo» ha fatto presente l'assessore ai lavori pubblici «c'è il progetto di un collegamento diretto tra l'Asse attrezzato e lo scalo». «Le opere verranno realizzate sulla base di un piano adeguato» ha osservato l'assessore al mare, Riccardo Padovano «fino ad oggi non è stato così». |