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La manovra. Oggi in consiglio del ministri l'abbattimento dell'Ici e la dote fiscale per i figli ROMA. Il Consiglio dei ministri avvia oggi la prima importante sgrossatura della Finanziaria. La manovra comincerà ad avere dei contorni sempre più definiti, in vista del varo previsto per la fine della prossima settimana. In particolare, si comincerà ad entrare nel vivo di alcune questioni: se ricorrere o meno a uno o più decreti legge per anticipare particolari misure e come modulare l'intervento sull'Ici. Rimane l'ipotesi di ricorrere a più collegati. Intanto, mentre anche Confindustria rivede al ribasso le stime sulla crescita (all'1,7% quest'anno, e all'1,3% l'anno prossimo) preoccupata dalla crisi sui mutui, buone notizie continuano ad arrivare sul fronte fiscale, lasciando ben sperare che almeno sul lato delle entrate si possa contare su maggiori risorse. Secondo i dati diffusi da Equitalia, tra gennaio e agosto di quest'anno sono affluiti nelle casse dell'erario già 3,5 miliardi di euro che rappresentano l'87,5% del target complessivo fissato per tutto il 2007. Si tratterà dunque di vedere quanto la lotta all'evasione fiscale frutterà nei restanti 4 mesi del 2007 e soprattutto se si arriverà a superare i 4 miliardi di euro fissati. Sul fronte delle misure non trapelano ancora dati certi. Ma si stringe sulla riduzione Ici e, più in generale, sulla necessità di intervenire sulla casa. Il taglio all'imposta comunale sugli immobili avrebbe un valore di aiuto 'fiscale'. Il Governo è anche impegnato a favorire le politiche abitative: c'è chi preme affinchè ci si muova per favorire più in generale chi affitta casa e chi vive in case affittate. «Occorre dire con chiarezza - spiega il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero - che la riduzione dell'Ici è una cosa diversa dalla politica per la casa», e questo perchè il taglio riguarda «il reddito disponibile per gli italiani» ma non favorisce l'offerta abitativa. E sempre parlando di interventi fiscali, è ancora in ballo la questione della 'dote fiscale per i figli' (con l'arrivo di un assegno vero e proprio che unifichi detrazioni e assegni familiari): annunciato nel Dpef, potrebbe essere inserito in Finanziaria, almeno per quanto riguarda i cosiddetti incapienti, cioè chi non ha un reddito sufficiente neanche per usufruire delle detrazioni. Ancora da definire l'accordo sul welfare, che potrebbe confluire in manovra o in un collegato, e l'alleggerimento della tassazione sulle imprese in cambio degli incentivi. I sindacati intanto fanno pressing e chiedono al Governo di essere convocati in tempo utile per avviare una discussione nel merito. «Non abbiamo avuto nessun contatto - dice il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani -, è utile avere un confronto con il Governo prima che vengano prese le decisioni». La convocazione dovrebbe essere per mercoledì 26 settembre, quindi appena 48 ore prima del varo definitivo della manovra in Cdm. Il giorno prima toccherà alle regioni. |