Data: 22/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Allo studio una Finanziaria da dieci miliardi. Riviste al ribasso le stime di crescita: 1,9 nel 2007

Ma con i collegati e il decreto legge sugli sgravi per Ici e affitti la cifra lievita parecchio. Padoa-Schioppa: «Dai ministri richieste ancora troppo alte»

ROMA. La Finanziaria 2008 varrà 10 miliardi, dice Prodi in consiglio dei ministri, ma con i collegati e il decreto legge dovrebbe contenere gli sgravi per Ici e affitti si arriva a 17-18 miliardi circa. In uno dei collegati troverà posto, fra l'altro, il protocollo del welfare.
L'Ici da sola vale fra 1,1 e 1,3 miliardi, poi ci sono le misure per gli affitti, e gli interventi per gli incapienti e le famiglie disagiate 700-800 milioni. C'è l'Anas con 4 miliardi, le Fs con 1, il protocollo del welfare che ne vale 2, 1 miliardo e mezzo costa l'anticipo del contratto degli statali.
Dei dieci miliardi del disegno di legge, la Finanziaria vera e propria, 5 vengono dall'extragettito strutturale, 5 vanno trovati nei tagli alla spesa. Con possibilità ridottissime anche perché le previsioni di crescita sono tutt'altro che rosee. Come anticipato sabato scorso all'Ecofin di Oporto dal ministro Padoa-Schioppa, il governo si appresta a rivedere le stime di crescita per quest'anno (dal 2% all'1,9%) e per il prossimo (dall'1,9% all'1,5-1,6%). Invariati restano gli obiettivi del rapporto deficit-Pil (2,5% nel 2007, 2,2% nel 2008). Dentro ci sarà certamente il taglio dell'Ici, o con un taglio secco (ma solo sulle prime case e solo se il proprietario non ne possiede una seconda), o con un contributo del 30% da parte dei Comuni. L'obiettivo è passare dal 22 al 40% di esentati. «Non ci saranno ticket sanitari», giura il ministro della Salute, Livia Turco, ma non ci sarà nemmeno il taglio dell'Irpef, come ha preannunciato il presidente del consiglio giorni fa. Verrà invece tagliata, almeno 5 punti, l'Ires per le società di persone.
«Cerchiamo di fare in modo che le fibrillazioni della maggioranza non rovinino il buon lavoro che stiamo facendo sulla Finanziaria», dice Romano Prodi aprendo il consiglio dei ministri. Accanto a lui c'è il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Quando quest'ultimo prende la parola si capisce subito dove voglia andare a parare. Apre il computer, mostra videate in Powerpoint (il programma ideato per le presentazioni) sulle richieste dei vari ministeri e le coperture previste: «Se continuiamo così i soldi in più serviranno solo per coprire la spesa e rischiamo di sfondare il plafond». In pratica solo il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha presentato coperture e riqualificazione delle spese utili. Gli altri tutti insieme chiedono 24 miliardi e prospettano risparmi per 5 miliardi e 200 milioni, ma solo 600 davvero utilizzabili. «Vorrebbe dire aumentare la spesa pubblica dell'1,5% del Pil e raggiungere il 4% di deficit», dice ancora Padoa-Schioppa. Ma se tutti avessero fatto come Pecoraro Scanio - aggiunge - si sarebbero già trovati o riqualificati 15 miliardi.
«Supereremo le fibrillazioni - dice il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Enrico Letta - c'è la voglia di andare avanti e fare una buona Finanziaria». «Molti dicono che bisogna ridurre la pressione fiscale - dice Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà civile - se noi facciamo questa riduzione a partire dai più deboli, cioè dai lavoratori e dai pensionati che le tasse le hanno sempre pagate, io credo che la maggioranza possa stare in piedi». L'Udeur, protagonista delle fibrillazioni del Senato, non ha dubbi su cosa la Finanziaria debba contenere: «Nella manovra ci deve essere assolutamente la riduzione dell'Ici. Su questo punto non arretreremo».
L'Ici sarà nel primo collegato, nel secondo ci sarà il protocollo del welfare. Welfare che da ieri conta un'altra riforma, attesa da trent'anni: è quella che riguarda il settore dell'Agricoltura. La riforma interessa 1 milione di lavoratori e 220mila aziende, costa a regime 160 milioni di euro e prevede, fra l'altro, l'estensione al settore della cassa integrazione straordinaria. Il sussidio disoccupazione viene esteso a tutti con il 40% della retribuzione e 51 giorni lavorativi per poter accedere. Importante lo sgravio fino al 20% dei contributi sanitari per l'azienda che non ha avuto infortuni sul lavoro per un biennio. Credito di imposta per chi assume lavoratori a tempo determinato già utilizzati l'anno prima.

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