Data: 24/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
In pochi alle urne, vince il "Sì". Esulta anche il fronte del "No": non è stato un plebiscito contro la giunta

Colpito e affondato. Forse. Anzi no. Il verdetto del referendum cittadino sul Piano urbano del traffico non ha spostato di un millimetro le posizioni dei due schieramenti. Il responso è presto detto: 65% al Sì e 35% al No o giù di lì. Un'affermazione netta per gli oppositori. Ma sono anche numeri di valenza relativa a fronte dei 105.552 aventi diritto al voto, l'80 per cento dei quali ha scelto di trascorrere la domenica al mare e poi davanti alla tivù senza scomodarsi per votare.
Sarà per questa doppia chiave di lettura che ieri alle 23 al comitato del Sì a corso Umberto Carlo Masci parlava con grande entusiasmo di «miracolo pescarese», di «piano traffico bocciato» e ancora: «E' la vittoria di Davide su Golia, che ne prendano atto». Alla stessa ora è arrivata la valutazione dell'assessore Armando Mancini, di segno opposto: «Per il fronte del sì è stato un flop: non sono neppure riusciti a portare alle urne i 22mila che li avevano sostenuti alla presentazione delle firme: hanno votato 21.113 persone, pari al 20%, per un terzo a favore del No: e quelli del Sì vogliono pure brindare? Al loro posto mi chiuderei in casa».
Valutazioni politiche, evidentemente, dal momento che questo era un referendum "tecnico" che è stato trasformato in confronto politico, a tratti anche aspro come dimostrano i momenti ad alta tensione vissuti ieri in alcuni seggi. «Siamo tutti per il sì, chi vota no è un comunista» ha sentenziato un elettore all'uscita del seggio di via del Concilio. Un altro a via Milano: «Chi oggi è qui a votare sì lo fa contro il piano traffico, chi vota no lo fa per ragioni politiche». Un altro ancora: «Voto Sì perchè non voglio pagare dieci euro al giorno per parcheggiare la seconda auto in Ztl». In verità i dieci euro sarebbero al mese, con la prima auto gratis. Ma tant'è.
C'è scappata pure qualche baruffa: a Colle Pineta è stato contestato a Mattia Giansante il distintivo del Sì appiccicato sul petto: era rappresentante di lista ma i vigili urbani, di fronte alle proteste, sono dovuti intervenire per farglielo togliere. Polizia municipale al lavoro anche in via Fonte Romana e alla Mazzini per convincere presidenti e scrutatori a snellire l'accesso al voto: quando nel tardo pomeriggio la gente s'è presentata numerosa ai seggi si sono formate lunghe code che hanno scoraggiato più di qualcuno facendolo tornare a casa. «Una melina fatta ad arte, e poi c'erano solo 18 seggi aperti a fronte dei 52 delle normali elezioni» ha denunciato ancora il fronte del Sì. Ma restando all'esito del voto, andando cioè al netto di quel 20% che si è recato alle urne, non si può non riconoscere l'affermazione decisa del Sì ovvero dell'alleanza Confcommercio-centrodestra. Una sfida che la maggioranza di governo in città, ha accettato nel momento in cui il sindaco D'Alfonso è sceso in campo spendendosi in volantinaggi, lettere e telefonate a sostegno del No. Il riscontro finale dice che più di qualcosa in questo Piano traffico non va e a qualcuno non piace affatto: soprattutto ai residenti del centro che contestano la Ztl a pagamento con forti rincari per la sosta anche all'area di risulta; ai residenti di via del Circuito e via Fonte Romana che non vogliono balzelli sulla sosta; ai commercianti e ai residenti che a Mancini l'hanno giurata da quando ha chiuso la rampa dell'asse e che ieri hanno messo nel conto il vecchio e il nuovo, leggi i giovedì e le domeniche ecologiche, i mercatini della domenica che li costringono a stare prigionieri in casa o ancora l'eccessivo rigore dei vigili. Il Sì s'è affermato quasi ovunque, non però a Colle Breccia: e il grazie del No ad Antonio Di Girolamo è quasi d'obbligo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it