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E adesso la parola passa al Consiglio comunale. Sul piano tecnico, regolamento alla mano, l'assemblea cittadina dovrà essere convocata dal presidente Gianni Melilla entro 60 giorni dalla proclamazione dell'esito referendario, atteso tra una settimana. Il Piano traffico torna così dov'era nato, cioè sui banchi dei consiglieri che sono chiamati a confrontarsi sulle indicazioni che questo referendum ha prodotto, a valutarle una per una ed eventualmente a trasformarle in variazioni che dovranno essere riassunte in un'apposita delibera da sottoporre al voto consiliare. Il centrodestra chiedeva l'azzeramento del Piano e lo stop laddove non è ancora applicato. Di correzioni, a quanto pare, c'è grande bisogno alla luce del verdetto delle urne: in particolare sui parcheggi a pagamento, vero pomo della discordia, molto più della rampa chiusa o delle rotatorie: l'idea che la città venga trasformata in gabella a strisce blu anche in zone di quasi periferia, è stata respinta a piè pari dall'elettorato pescarese. Il quale, secondo i vari pareri raccolti ieri fuori dai seggi, è invece più disponibile e conciliante con l'amministrazione comunale nell'affrontare altri aspetti del Piano traffico, dalla rampa alla Ztl, alle rotatorie e alle piste ciclabili che possono funzionare meglio. Mancini dà segnali di apertura: «Tutto si può migliorare, l'importante è non fermarsi». |