Data: 25/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Referendum sul traffico, hanno vinto tutti. Il Polo chiede la revoca del documento Mancini: «Non se ne parla, siete in pochi»

Ardizzi: l'assessore lasci il suo incarico E lui replica: Non mi dimetterò perché i cittadini sono con me

PESCARA. Ore 11,30: il centrodestra e la Confcommercio chiedono la revoca del Piano traffico e la testa dell'assessore, Armando Mancini. Ore 12: il centrosinistra risponde picche e annuncia che sulla viabilità non si tornerà indietro. Ieri, il giorno dopo il voto del referendum - che ha visto prevalere i sì dei cittadini favorevoli all'abrogazione del documento sulla mobilità, anche se con una percentuale esigua di votanti - c'è stato un durissimo scontro tra i due Poli. La maggioranza e l'opposizione, in due conferenze stampa distinte, hanno sostenuto entrambe di aver vinto.
Il referendum consultivo si è chiuso con questo risultato: 13.775 sì, pari al 65,70 per cento e 7.192 no, pari al 34,30 per cento. Ora sarà il consiglio comunale a stabilire cosa fare del Piano in vigore dal dicembre '95, se lasciarlo così, o ritirarlo. Ma l'orientamento è emerso già ieri. Il sindaco, Luciano D'Alfonso, nonostante le critiche giunte dal centrodestra, è rimasto in silenzio. Ha parlato l'assessore alla mobilità, Armando Mancini. Leggendo i risultati della consultazione popolare ha detto che non intende modificare il documento. «Per me il Piano va bene così» ha affermato «sono 13.775 su 105.552 gli elettori che hanno espresso il sì. Gli altri hanno detto no, espressamente o non recandosi alle urne. Ciò vuol dire che l'argomento non ha coinvolto i cittadini».
Ma la mattinata era cominciata con la richiesta del centrodestra di revocare il Piano, in un'accesa conferenza stampa al comitato del Sì di corso Umberto. Presenti anche la Confcommercio e alcuni comitati dei commercianti del centro. «La dichiarazione di Mancini che l'affluenza alle urne non è stata significativa è di una gravità assoluta» ha avvertito Augusto Di Luzio (An) «perché la vittoria dei sì è stata schiacciante». «All'appello di D'Alfonso di votare no al referendum hanno risposto solo 7mila cittadini» ha sottolineato il senatore Andrea Pastore (Forza Italia) «ora mi auguro che anche i consiglieri entrati nel centrosinistra si mettano una mano sulla coscienza e votino in aula per far revocare il Piano». «I cittadini hanno detto che questo documento non funziona e l'amministrazione ne deve prendere atto», ha fatto presente Carlo Masci (Udc). «Abbiamo vinto e il resto sono chiacchiere», ha aggiunto Berardino Fiorilli (Pescara futura). Ma l'attacco più pesante è arrivato dal presidente della Confcommercio, Ezio Ardizzi. «E' stato lo stesso D'Alfonso a dire, tempo fa, che una percentuale del 20 per cento di votanti al referendum sarebbe stata un successo per il fronte del Sì» ha spiegato «noi abbiamo raggiunto questo risultato. Ora chiediamo all'amministrazione di fare un passo indietro e di revocare il Piano e a Mancini di dimettersi».
Dopo mezz'ora, in un'altra conferenza stampa, è arrivata la replica della maggioranza. «Dimettermi? Non ci penso proprio» ha dichiarato Mancini «è Ardizzi che dovrebbe farsi da parte. I sì sono stati solo l'11 per cento dei votanti, questa è l'ennesima sconfitta che Masci regala alla sua coalizione. La città ha mostrato di comprendere i nostri sforzi e di non avere alcuna voglia di tornare indietro». «Abbiamo sempre detto che questo Piano ci va bene anche se può essere perfettibile e migliorabile», ha concluso Paola Marchegiani (Margherita).

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