Data: 25/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Azzeriamo il Piano e Mancini se ne vada». La sfida del 23 settembre. Commercianti e residenti compatti alle urne. Masci: «Consideriamo morto e sepolto l'appalto a Toto» Il fronte del Sì esulta per la vittoria sul traffico: ora stop a Ztl e parcheggi a pagamento

Dimissioni dell'assessore alla mobilità Armando Mancini - pretese in particolare dal presidente della Confcommercio Ezio Ardizzi - e azzeramento del Piano traffico, a cominciare dall'appalto dei parcheggi a Toto «che svende il cuore della città per trent'anni». Non usa mezzi termini il fronte del Sì all'indomani della vittoria al referendum. Un 65 per cento (contro il 35) che non ammette repliche secondo commercianti ed esponenti di centrodestra, e neppure bizantinismi. Non a caso ieri al comitato del Sì in corso Umberto erano tutti d'accordo: «Sostenere che l'affluenza alle urne non è stata significativa, come ha detto Mancini, è grave e inaccettabile: un'offesa agli elettori che hanno esercitato il più alto diritto in democrazia, quello del voto e che per questo vanno ringraziati» ha rimarcato Augusto Di Luzio, di An. «Avevamo raccolto seimila firme per questo referendum e domenica alle urne abbiamo raddoppiato il conto: a Mancini sembra poco?» ha attaccato la gioielliera Barbara Cazzaniga. «Che alle urne sia andato il 20% degli aventi diritto non cambia il senso e il peso di questo verdetto: la stragrande maggioranza di chi c'è andato ha chiesto di cambiare. La verità è che D'Alfonso è andato sotto, e pure di brutto - hanno tuonato Carlo Masci e il senatore di Fi, Andrea Pastore -. E' stata sconfitta la protervia e l'arroganza di chi vuole solo imporre. I soldi del referendum si potevano risparmiare? Certo - ha risposto Nicola De Amicis, presidente del comitato per il Sì -, e così sarebbe stato se il sindaco ci avesse ascoltato accettando di aprire un tavolo di confronto. Invece nei nostri confronti la chiusura è stata totale. Ecco perché abbiamo portato alle urne più di ventimila pescaresi, un risultato per noi eclatante - ha detto ancora Masci - considerato che la campagna è durata meno di un mese. D'Alfonso non s'era mica espresso per l'astensionismo, al contrario - ha sottolineato Pastore - è sceso in campo spendendosi in volantinaggi, lettere e mobilitando il suo staff a spese del Comune: dunque s'è tuffato nel vivo della competizione ed ha perso. E il giorno dopo la sconfitta, come spesso gli capita di fare sui grandi temi della città - ha aggiunto Masci - è sparito».
Dati alla mano, l'alleanza tra commercianti e residenti ha retto. Le ragioni degli uni e degli altri non hanno diviso bensì unito il fronte del sì: «Dove il Piano traffico è stato applicato, vedi via D'Avalos e via Italica a Portanuova, il fronte del sì ha stravinto - ha commentato Lorenzo Sospiri di An -. E in pieno centro, dove sta per entrare in vigore la Ztl con varchi e pedaggi, commercianti e residenti hanno opposto un netto altolà al Piano». E sulla Ztl il senatore Pastore è stato caustico: «Pensare di dover pagare per l'accesso al centro della mia città mi fa ribollire il sangue - ha detto indignato -. Anche molti elettori di sinistra hanno votato sì perché questo Piano non lo digeriscono». Nicoletta Verì: «Col Piano traffico Mancini ha spaccato la sua stessa maggioranza e presto ne vedremo gli effetti».
Il sì s'è affermato praticamente ovunque e piuttosto nettamente, salvo che in alcuni seggi di via Anelli (e all'ospedale dove i votanti sono stati appena 23, però). Per Nicola De Amicis, «su questo risultato non c'è tema di smentita né di bluff. I commercianti del centro sono stati più vicini a noi perché più hanno sofferto per questo provvedimento: ma oggi sono soddisfatti, questa è soprattutto la loro vittoria». In verità il piano traffico in centro non è ancora applicato e i commercianti possono aver risentito solo della chiusura della rampa dell'asse. «A questo punto, a fine mandato del sindaco, vedrete che non si farà più nulla: questo Piano è morto e sepolto, come il ponte del mare» ha insistito Carlo Masci.
Ardizzi ne ha approfittato per rispolverare la proposta di Confcommercio per realizzare la monorotaia sulla strada parco al posto della filovia e polemizzare con il sindaco: «D'Alfonso (e Mancini, ndr) disse che un campione di ventimila persone alle urne sarebbe stato rappresentativo e degno di attenzione: adesso dice che non vale? Chiediamo più parcheggi e meno chiacchiere. E meno passerelle della vanità» ha detto bocciando pure il ponte del mare.

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