Data: 27/09/2007
Testata giornalistica: Trambus
Botta e risposta sulle privatizzazioni. L'Asstra contesta la ricetta dell'Istituto Leoni per il rilancio del trasporto pubblico

Mezzi pubblici sempre più costosi per le casse dello Stato, ma sempre meno efficienti in Italia al punto da far rilevare un calo del 30% dei passeggeri negli ultimi 20 anni, nonostante il forte incremento della domanda di mobilità soprattutto nelle aree metropolitane. Domanda che è sempre più soddisfatta attraverso un maggior utilizzo del mezzo privato. E' l'analisi contenuta in uno studio sull'organizzazione del trasporto pubblico locale, effettuato per conto dell'Istituto Bruno Leoni da Ugo Arrigo, docente di finanza pubblica alla Bicocca, che dà anche la sua ricetta. Il problema principale del settore è - secondo Arrigo - "la proprietà pubblica, prima ancora dell'assenza di concorrenza nell'accesso al mercato. Una nuova riforma dovrebbe necessariamente ripartire dal problema della proprietà, imponendo processi di privatizzazione che portino entro una certa data alla riduzione della partecipazione pubblica al di sotto del 50%". Una lettura decisamente contestata dall'Asstra: "La tanto reclamata privatizzazione, è piuttosto uno slogan di maniera, visto che al di là delle affermazioni di principio, di privati non assistiti come il pubblico se ne vedono ben pochi e quei pochi sono stranieri". "Lo studio - afferma in una nota il presidente dell'associazione Marcello Panettoni- mette in rilievo delle innegabili contraddizioni nel sistema di finanziamento del trasporto pubblico locale, tuttavia non ci sembra che le soluzioni proposte per curare questi mali possano essere integralmente accolte, per la circostanza che in Italia il trasporto pubblico locale assolve prima di tutto una funzione sociale, invero troppo accentuata, e poi perché si introdurrebbero degli elementi in controtendenza rispetto alla necessità di un approccio di tipo industriale". "Il vero problema - conclude Panettoni - è che nel nostro settore più che in altri manca una reale programmazione, uno studio costante dei flussi di mobilità e dei cambiamenti che intervengono nel tessuto sociale ed urbano e, soprattutto, manca una cultura del trasporto pubblico".

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