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E' l'ultima idea per tagliare le tasse sulla casa. Oggi la decisione ROMA. Riduzioni fiscali costruite intorno al tema della casa. Così dice Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell'Economia, presentando alle commissioni Bilancio di Camera e Senato le linee guida della Finanziaria 2008. La parola «Ici» - la tassa comunale sulla casa - non la pronuncia, perché prima ci deve essere il via libera politico del vertice di maggioranza (e di quello con le parti sociali, anch0esso in programma oggi). Si intuisce che si pensa a una soglia di esenzione secca fino a 250 euro uguale per tutti, che il governo intende mettere sul piatto della bilancia 2 miliardi e spiccioli comprendendo nel pacchetto anche gli sgravi per chi affitta. Poi ci saranno semplificazioni fiscali per le imprese nel quadro di una Finanziaria «di riqualificazione della spesa e di restituzione fiscale, nulla andrà al miglioramento dei conti visto che il cammino avviato lo scorso anno continua a dare frutti». Il ministro però non nasconde quello che è il vero nodo: «Il punto delicato è la difficoltà per arrivare a un contenimento deciso della spesa corrente». E qui arrivano le cifre macroeconomiche, con poche novità: obiettivo di deficit-Pil al 2,5% quest'anno, al 2,2% il prossimo anno, 1,5% nel 2009, 0,7% nel 2010, 0% nel 2011. L'avanzo primario quest'anno sarà del 2,4%, salendo costantemente fino al 3,6% del 2011. Peggiora un po' rispetto al Dpef l'indebitamento, 105,1% quest'anno e 103,5% il prossimo, ma si va sotto il 100% (99,4%) già dal 2010. «La Finanziaria sarà una cifra variabile fra un terzo e un quarto di quella da 35 miliardi dello scorso anno», dice il ministro. Ovvero fra gli 11 miliardi e 500 milioni e gli 8 e spiccioli. Alle Regioni, incontrate in serata a Palazzo Chigi, Padoa-Schioppa dirà 10 miliardi. Ci sarà il disegno di legge vero e proprio, 100 articoli al massimo, «più leggero, trasparente e leggibile». Poi ci sarà un decreto legge che varrà sui conti del 2007 (si parla di un valore di sette miliardi, parte di extragettito, parte di tagli di spesa) che conterrà «misure efficaci immediatamente sia per quanto riguarda le entrate sia le spese», dice Padoa-Schioppa. Infine ci saranno i collegati. Uno è certo: recepirà l'accordo di luglio sul welfare. Un collegato da cui potrebbero essere stralciate, in corso d'opera, le misure urgenti, ovvero la sostituzione dello scalone con lo scalino, che devono entrare in vigore entro il 1º gennaio. Lo scalino potrebbe entrare nel decreto legge, decreto che conterrà misure di spesa per Anas e Fs, e che potrebbe avere al suo interno anche un primo intervento sulla casa, sull'Ici, tale da valere fin dal saldo di novembre: con varie ipotesi fra cui quella del taglio legato al reddito (30-40mila euro) o alla grandezza dei Comuni. Ipotesi, per ora: «Posso fare una rappresentazione delle cose a questo momento - dice Padoa-Schioppa - ci sono cifre importanti da mettere a punto e scelte di priorità politica che si compiono alla fine». Da subito, invece, c'è l'impegno a presentare gli emendamenti del governo «in un'unica volta». Quando si offre la possibilità a deputati e senatori di rivolgere domande al ministro, il vicepresidente della Camera Tremonti sbotta: «Tutto il vostro comportamento è assolutamente irresponsabile, se non infantile, non vi rendete conto di quello che sta succedendo o di quello che state facendo». Gli altri esponenti dell'opposizione lo guardano basiti, anche perché subito dopo si alza e se ne va a presiedere i lavori della Camera. «Giulio non può venire qui e fare una sparata del genere, un comizio», dice contrariato Guido Crosetto, esponente di Forza Italia. Padoa-Schioppa liquida Tremonti gelido: «A lui non rispondo, non penso sia interessato ad ascoltarmi». |