Data: 27/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Del Turco: firmo la Omnibus poi la cambio. Accordo raggiunto nell'Unione Lunedì un nuovo testo di legge

Ma la Margherita ammonisce «Dobbiamo tenere conto delle aspettative dei Comuni»

CITTÀ SANT'ANGELO. L'Unione ha trovato finalmente la quadratura del cerchio sulla Omnibus. Lunedì il presidente Ottaviano Del Turco firmerà la legge per la pubblicazione sul Bura, ma subito dopo la giunta darà il via libera a una legge che modificherà radicalmente il testo. Il primo atto è «un obbligo formale», ha spiegato Del Turco. Il secondo è il frutto dell'accordo politico trovato ieri nella riunione di maggioranza a Villa Chiara di Città Sant'Angelo.
Al vertice sulla collina angolana hanno partecipato gli assessori regionali, i capigruppo consiliari e i segretari regionali dei partiti della coalizione del centrosinistra (mancava Giorgio D'Ambrosio impegnato a Montecitorio, che ha delegato Camillo D'Alessandro, e la segretaria dei Ds Stefania Misticoni, assente giustificata).
L'accordo, raggiunto al termine di tre ore di discussione e dopo una relazione dell'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico, prevede anche, sottolinea Del Turco, la fine «per sempre» della stagione dei finanziamenti a pioggia. «Mai più Omnibus», sottolinea il presidente, «un impegno che ritengo significativo. Perché bisogna finalmente dire chi sta dalla parte della novità e chi ha nostalgia della politica delle mance». Quest'ultima è certamente la parte più salda dell'accordo. Perché sulla riscrittura dell'Omnibus approvato in Consiglio l'Unione ha preso tempo per decidere.
Sarà un comitato ristretto formato dall'assessore al Bilancio e dai capigruppo dell'Unione in Consiglio ad esaminare nei prossimi tre giorni, la legge voce per voce, decidendo cosa tagliare e cosa salvare. Lunedì il documento passerà in giunta e una volta approvato inizierà l'iter in consiglio. Un iter che, a questo punto, sulla base dell'accordo, non dovrà riservare sorprese.
La vera trattativa avverrà dunque nel comitato ristretto, dove bisognerà trovare il giusto compromesso tra rigoristi e possibilisti, che ieri non hanno certo deposto le armi. Il capogruppo della Margherita Maurizio Teodoro lo fa intendere chiaramente: «L'atto importante è che la legge venga promulgata. Poi la commissione lavorerà per verificare la conguità delle poste in bilancio, tenendo conto della salvaguardia delle attese dei Comuni».
Ma la commissione non potrà ignorare il quadro nel quale è maturata la richiesta di revisione della legge. Il governo ha obbligato la Regione a cambiare immediatamente la struttura del Bilancio, iscrivendo il fondo sanitario di 2.048 milioni tutto sulla voce sanità e non come semplice incasso, e a togliere dal fondo sanitario 25 milioni di mutui. Per la Regione vuol dire recuperare subito 57 milioni di euro da altre voci di bilancio a favore della sanità. «Per la verità», dice D'Amico, «sarebbero 86 milioni, ma abbiamo chiesto al governo di utilizzare anche il fondo obiettivo della sanità 2005 non ancora speso. Se il governo ci autorizza i milioni da trovare diventano 57». In attesa che la Regione raggiunga questo obiettivo il governo ha deciso di «non procedere a una ulteriore contribuzione», dice D'Amico, ha cioè bloccato i fondi. E se la manovra di rientro non dovesse riuscire con il solo dimagrimento dei bilanci degli assessorati (e con il taglio della Omnibus), la Regione si vedrà costretta ad aumentare di nuovo le tasse, eventualità che D'Amico ritiene comunque insostenibile per l'economia abruzzese.
Il vertice di Villa Chiara, ha spiegato il responsabile dell'Ufficio di Presidenza, Lamberto Quarta, ha infine deciso «di portare immediatamente all'approvazione del Consiglio regionale l'importante riforma del sistema idrico integrato, con la quale prevediamo una drastica riduzione dei costi generali, una riduzione a 4 degli ambiti territoriali ottimali e una più generale riforma organizzativa del sistema acqua».

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