Data: 27/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Rendite finanziarie, pressing dei sindacati. L'incontro con le parti sociali. Cgil-Cisl-Uil sospendono il giudizio sulle scelte. Palazzo Chigi: è andata bene

Chieste anche più risorse per il lavoro. Montezemolo: sostegni alle imprese

ROMA. Una mezza vittoria quella di ieri pomeriggio del governo Prodi che ha incontrato tutte le parti sociali, compresi sindacati e Confindustria, per illustrare le linee guida della nuova finanziaria. Nelle prossime 48 ore si dovrebbe operare il miracolo, le cifre dovrebbero seguire le promesse, e per qualcuno il bicchiere sarà tutto pieno, per altri vuoto del tutto.
Stamane artigiani e governo incontreranno, senza altre delegazioni presenti, il governo che dovrebbe, così ieri è stato assicurato, invertire la rotta per ridare ossigeno ai 3 milioni e mezzo di piccoli imprenditori che hanno tirato il carretto finora. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha fatto davanti a tutti un'ammissione che mai era stata fatta prima: sì, le tasse sono aumentate, è ora di togliere il piede dal freno.
I sindacati, scesi per ultimi nella sala stampa di palazzo Chigi, hanno detto che prima vogliono vedere le cifre relative ai vari provvedimenti, anche se Guglielmo Epifani (Cgil) si è affrettato a dichiarare che non trovrebbe scandaloso adeguare le tasse delle rendite finanziarie al resto d'Europa, dove sono il 20 per cento («non è uno spettro») e Luigi Angeletti (Uil) ha chiesto meno tasse per i lavoratori dipendenti e stanziamenti per i non-autosufficienti. «Per ora il giudizio è sospeso», ha commentato il segretario generale Epifani scendendo dal lungo incontro.
Il consiglio dei ministri per la finanziaria è stato convocato per venerdì alle 16. «Le nostre priorità» ha spiegato «sono fondi per i non-autosufficenti, una politica per la casa con la costruzione di alloggi ad affitto basso. Per il fisco diciamo che si parla sempre delle imprese, ma non si parla mai di ridurre quello del lavoro dipendente». Anche per Raffaele Bonanni (Cisl) bisogna aspettare prima di applaudire soprattutto di avere «una proposta completa per la pubblica amministrazione. E vogliamo sapere come si intende sostenere le persone più deboli, quelli non autosufficienti come si fa in tutta Europa».
L'altro argomento importante è stato quello del rispetto dei tempi di attuazione dell'accordo sul welfare. Mentre il presidente della Confindustria Luca di Montezemolo aveva dichiarato che i provvedimenti sottoscritti il 23 luglio non vengano cambiati, i sindacati hanno posto l'accento solo sui tempi. «Ci sono materie che non possono esser rimandate, quindi la questione è che il protocollo venga approvato con la finanziaria», anche se non è escluso che il parlamento approvi un emendamento alla finanziaria sul protocollo, ha aggiunto Epifani.
Secondo la Confindustria per stimolare la crescita e la competitività delle imprese bisogna «ridurre Ires (tassa sui profitti, n.d.r.) e Irap», visto che da noi gravano tre punti percentuali in più rispetto al resto d'Europa, ha sottolineato Montezemolo.
«Peccato che ridurre l'Ires significa agevolare lo 0,50 delle nostre imprese. E per le altre?» si è chiesto Giancarlo Sangalli, segretario generale degli artigiani. Positivo nettamente il giudizio dell'Anci sul protocollo di intesa raggiunto con il governo «che prevede una maggiore autonomia oper i Comuni nella gestione dei propri bilanci sia sotto il capitolo spesa che sotto quello degli investimenti», ha giudicato Leonardo Dominici sindaco di Firenze e presidente dell'Anci.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it