Data: 27/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dieci milioni: i debiti nascosti di Cordone. I costi della Asl. La denuncia dei sindacati che ora temono il collasso dell'azienda: servono 450 milioni per tirare avanti. La sorpresa nel bilancio del 2004 salta fuori dopo l'esame della Corte dei conti

Dieci milioni di debiti in più nei conti della Asl. E' l'eredità del precedente manager Angelo Cordone. Dieci milioni relativi ad uno dei capitoli più delicati che saltano fuori dopo il vaglio dei bilanci 2004, 2005 e 2006 da parte della Corte dei conti. Una cifra che appesantisce il bilancio reale e che fa scattare l'allarme rosso visto che le attività della Asl potrebbero paralizzarsi in questi ultimi mesi del 2007. Rischiano la chiusura reparti strategici come il cup, rianimazione, medicina nucleare, radioterapia, reumatologia ed il Sert che è praticamente alla paralisi. «La spesa per il personale del 2004 non è stata di 148 milioni ma di 158 - dice Paolo Castellucci, segretario della Cgil -. 10 milioni in più che sono saltati fuori dal conto consuntivo, questo significa che il piano di rientro che la Regione ha proposto al Governo è falsato nelle cifre ed i tagli, con i dati veritieri, sarebbero ancora maggiori rispetto agli attuali».
Casse vuote e gli effetti gà si vedono. Il manager Antonio Balestrino ha chiesto 450mila euro per tirare fino al 31 dicembre. La Regione, però, ha risposto picche e domani si terrà una giunta straordinaria per decidere cosa fare. Dal 2004 al 2006 la crescita della spesa è stata costante: «Si è speso di più e pure male - aggiunge Castellucci -. Per le manutenzioni la spesa è calata del 15,8% mentre sono cresciute quelle per i servizi esternalizzati: lavanderia, pulizia e mensa +32,8%, consulenze + 27,9%». «Costi che sono aumentati - dice Massimo Petrini della Cgil sanità - e che, invece, dovevano diminuire. Il taglio alle manutenzioni è stato scientifico: con una struttura non competitiva ci si rivolge ai privati». Ed infatti il costo per la diagnostica esterna, quella verso i privati dal 2005 al 2006 è schizzata da 3 milioni e 2mila a 6 milioni e 200mila euro con un aumento-record del 92%. «La spesa complessiva verso i privati ha avuto un aumento del 12,5%. In tre anni di gestione Cordone - aggiunge Castellucci - le perdite sono aumentate del 107%, passando da 45 milioni ad oltre 94». Per la Cgil, quei 10 milioni sono un punto centrale. «La spesa per il personale rappresenta il 29% del bilancio della Asl di Pescara - aggiunge Antonio Terrenzi della Cgil - media più bassa delle altre asl abruzzesi». «Se fossero rsicontrate spese maggiori rispetto a quanto dichiarato anche nelle altre asl - prosegue Castellucci -, il bilancio sanitario sarebbe superiore a quello della regione: significherebbe la bancarotta con una tassazione aggiuntiva oltre il limite massimo. E' la dura eredità di Cordone». Ma sul piatto Castellucci, assieme a Massimo Petrini e Antonio Terrenzi, mette anche l'accusa per il manager Balestrino, che ha preso il posto di Cordone dopo 12 mesi dall'insediamento della giunta di centrosinistra, di non aver mai convocato il tavolo Regione-Asl-sindacati previsto dal piano di rientro. Per la Cgil è possibile recuperare 16 milioni di euro tagliando nelle convenzioni con i privati, nelle consulenze e sulla farmaceutica. Bancarotta e paralisi dei servizi sono dietro l'angolo: 350 precari, da febbraio, sono stati spediti a casa ed il 30 settembre scadranno altri 67 contratti: quasi tutti infermieri. «Continuando a tagliare sul personale - conclude Castellucci - la sanità pubblica arriverà alla paralisi».

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