|
ROMA Il piano industriale delle Ferrovie prevede un nuovo aumento delle tariffe nei prossimi giorni, più precisamente dal primo ottobre. Magari all'ultimo momento il ritocco sarà differito nel tempo, ma è un fatto che ieri l'amministratore delegato, Mauro Moretti, ha avvertito che l'azienda si è data mano libera per intervenire, senza il "passi" del Tesoro. Non servirebbe su tutti quei servizi per i quali non sono previsti contributi statali: lo prevedono precise regole europee, c'è invece la liberalizzazione del mercato. Così almeno sottolinea il manager delle Fs: «Non abbiamo risposte da parte del ministero dell'Economia perchè il ministero non deve dare risposte». Probabilmente non giunge a caso l'"avviso" di Moretti, tenendo conto che il piano d'impresa fissa, appunto, un ritocco del costo dei biglietti - mediamente del 10% - a partire da lunedì prossimo, dopo un rincaro analogo introdotto nel gennaio scorso. Per il 2008 i biglietti dovrebbero invece restare fermi per tornare a salire ad un ritmo del 5% dal 2009 al 2011. L'aggiustamento delle tariffe arriva dopo uno stop di 5 anni in cui i prezzi sono rimasti fermi. E scatta l'allarme delle associazioni dei consumatori. «Non si può avere mano libera sui rincari dei biglietti, già aumentati del 30% a fronte di un peggioramento della qualità dei servizi, non solo sui treni pendolari, ma anche sugli Eurostar», denunciano in una nota Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che annunciano anche un eventuale ricorso al Tar del Lazio. |