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Si delinea l'intesa sul decreto che stanzia 7,5 miliardi. Parisi: no al taglio delle spese militari. Ferrero ha chiesto una sospensione per valutare gli atti ROMA. E' stata un'altra giornata di frenetiche consultazioni, di trattative fino all'ultimo minuto utile. La strada della Finanziaria sembra però essersi spianata e sul punto di compiere il primo passo con il consenso di tutte le forze della maggioranza. «E' una Finanziaria di squadra», ha detto il premier aprendo il Consiglio dei ministri intorno alle 17, dopo un'altra mattina di trattative. «Dobbiamo essere fieri perché sarà una manovra di sviluppo». La sinistra radicale incassa lo slittamento del ddl sul welfare, ma anche diversi impegni sul fronte sociale, la ricerca, l'ambiente. E ottiene anche un taglio delle spese militari contro cui polemizza però duramente il ministro della Difesa Arturo Parisi. Restano anche le tensioni con Dini, in particolare sul welfare, ma per ora il governo si accontenta di superare un'altra tappa tutt'altro che scontata. La trattativa con la sinistra è andata del resto avanti fino a sera inoltrata. Dopo 4 ore e mezzo è stato approvato il decreto fiscale e subito dopo Paolo Ferrero ha chiesto una pausa per esaminare il testo della finanziaria. Franco Giordano l'aveva del resto già detto: «Qualcosa si muove, ma non mi fido finché non vedo le carte». Aiuti ai più deboli Diverse le novità illustrate nel frattempo da Enrico Letta secondo il quale nella manovra ci sono «100 buone notizie per gli italiani». A cominciare dalla redistribuzione fiscale a favore delle famiglie più povere. La manovra sarà infatti accompagnata da un decreto da 7,5 miliardi tutto finanziato con le maggiori entrate di quest'anno. I cosidetti «incapienti», cioè coloro che non possono beneficiare di riduzioni fiscali perché sotto la soglia di reddito in cui si è esclusi dall'Irpef, prenderanno circa 200 euro in più nella tredicesima di dicembre. E la misura potrebbe diventare stabile, aumentando a 300 euro nel 2008. Confermata anche la semplificazione per un milione di microimprese che dovrebbe portare a un forte risparmio. Per i redditi fino a 30 mila euro, è prevista infatti un'unica Casa Entra in finanziaria anche un ulteriore taglio dell'Ici per la prima casa. Sarà previsto sotto forma di detrazione dell'1,33 per mille sulla base imponibile fino a un massimo di 200 euro che si potranno sommare agli attuali 103 euro. Previste detrazioni anche per gli affitti per le fasce più deboli: 300 euro per i redditi fino a 15.493 euro e 150 euro per chi ne guadagna fino a 30.987. In questo modo, sottolinea Enrico Letta, «è iniziata la riduzione fiscale. Grazie alla lotta all'evasione, che ha dato i suoi risultati, siamo in condizione di restituire agli italiani». E il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sottolinea anche gli aiuti agli italiani non autosufficienti, la defiscalizzazione delle spese scolastiche, l'aumento del tetto per il terzo settore. Tagli alla politica In finanziaria entra anche un pacchetto di provvedimenti per il taglio dei costi della politica che a regime dovrebbe permettere di risparmiare un miliardo di euro l'anno. In arrivo una cura dimagrante per i consigli comunali, provinciali, regionali, i consigli di amministrazione delle società pubbliche e, come previsto, un drastico taglio dei costi telefonici nella pubblica amministrazione. Meno parlamentari Il governo ha approvato a sorpresa anche un documento sulle riforme istituzionali in cui auspica che il Parlamento proceda in una serie di punti ritenuti urgenti. Fra questi la riduzione del numero dei parlamentari, che dovrebbero passare a 450 deputati (rispetto ai 630 attuali) e a 200 senatori (rispetto ai 315 di oggi) già dalla prossima legislatura, cioè dalle prossime elezioni politiche. E, fra le altre misure, il governo indica il potere di revoca dei ministri per il presidente del Consiglio e la trasformazione del Senato in camera delle regioni. Ma anche l'innalzamento del quorum dell'articolo 138, in modo da mettere al riparo la Costituzione da colpi di mano a maggioranza. I debiti di Berlusconi Letta ha sottolineato ieri che un miliardo di euro, fra gli 11 complessivi della finanziaria sarà necessario per pagare i debiti assunti, ma mai onorati, dal governo Berlusconi a livello internazionale. Impegni che riguardano il fondo globale per l'Aids, il G8 e l'Onu. E su cui l'Italia è stata già durante richiamata. |